Pnrr, i funzionari sardi scuotono Bruxelles per la stabilizzazione: delegazione in missione alla commissione UE dal 2 marzo.
“Se Roma tace, i territori parlano”. Il Coordinamento dei tecnici PNRR Sardegna annuncia la missione diplomatica. Sul tavolo la stabilità dei professionisti e la nuova programmazione 2028-2032.
Il tempo delle attese è finito. Il Coordinamento dei Funzionari PNRR della Sardegna, diventato ormai punto di riferimento nazionale per la tutela delle competenze tecniche nei Comuni, rompe gli indugi e annuncia una missione ufficiale a Bruxelles dal 2 al 5 marzo.
La delegazione ha già formalizzato una richiesta di incontro ai vertici della DG REGIO (Politica Regionale) e della Task Force RECOVER (il cuore decisionale del Recovery Fund), per sottoporre alla Commissione Europea il “caso Sardegna” e la gestione dei fondi PNRR a rischio.
Una Portavoce per il Coordinamento: “I funzionari hanno scelto di farsi rappresentare da una Portavoce ufficiale, una figura tecnica di alto profilo (PhD) che guiderà le interlocuzioni internazionali. Una scelta strategica per garantire che il dibattito resti sul piano delle competenze e dei risultati, lontano da logiche di partito, ma con un peso diplomatico senza precedenti per una categoria di professionisti precari”.
L’asse con la Regione: l’emendamento Sorgia.
La missione a Bruxelles non nasce nel vuoto. In Sardegna, il Coordinamento ha trovato un interlocutore nel Consigliere Regionale Sorgia, che sta sostenendo attivamente la causa con un emendamento risolutivo per la stabilizzazione dei tecnici. “Mentre a Cagliari lavoriamo con il supporto della politica locale per blindare gli uffici tecnici tramite lo Statuto Speciale,” spiegano dal Coordinamento, “a Bruxelles andremo a negoziare la cornice europea per la nuova programmazione.”
Obiettivo PNRR 2.0 (2028-2032) . La missione punta dritto al futuro. I funzionari sardi presenteranno una mappatura shock dei comuni a rischio paralisi (Sardegna, ma anche Toscana e Sud Italia) e chiederanno garanzie sulla nuova programmazione pluriennale 2028-2032. “Non permetteremo che le competenze acquisite vadano disperse proprio quando l’Europa parla di PNRR 2.0. Il ‘Modello Sardegna’ deve diventare la soluzione per l’intera Europa.”
“I fondi PNRR non sono solo numeri, sono persone e progetti. Se il 31 dicembre 2026 i tecnici andranno a casa, i cantieri si fermeranno e i soldi torneranno a Bruxelles. Noi stiamo andando lì per impedirlo.”
“Siamo aperti al dialogo con tutti i rappresentanti italiani al Parlamento Europeo che hanno a cuore il destino dei territori e l’efficacia del PNRR,” dichiara la delegazione. “In quei giorni saremo disponibili a incontrare gli europarlamentari che vorranno approfondire i dati del nostro dossier, per costruire un fronte comune che garantisca la continuità amministrativa oltre il 2026. Non è una battaglia di parte, ma una missione di sistema per l’Italia.”











