Monastir, campo di fave in paese: scatta la protesta dei residenti, ma gli enti sovraordinati “non acclarano l’esistenza di una correlazione tra l’esposizione a pollini fave e piselli e l’insorgere di crisi emolitiche acute in soggetti affetti da deficit di G6PD”.
Recentemente sono pervenute segnalazioni rispetto alla presenza di una coltivazione di favino in centro abitato.
“L’attenzione dell’Amministrazione in merito alla problematica rilevata è massima sin dal mese di ottobre, quando sono state riscontrate le prime segnalazioni in merito. Pertanto ci siamo subito preoccupati di acquisire elementi utili a verificare se la presenza della coltivazione, già in atto in quel momento, fosse compatibile con l’interesse fondamentale dell’individuo e della collettività alla tutela della salute, come sancito dalla Costituzione Italiana” spiega la sindaca Paola Ugas. Il campo di favino è localizzato in prossimità di scuole, campi sportivi e parco giochi affollati da bambini e adulti, il Comune aveva già acquisito pareri e documenti che non acclarano l’esistenza di una correlazione tra l’esposizione a pollini fave e piselli e l’insorgere di crisi emolitiche acute in soggetti affetti da deficit di G6PD e “sostanzialmente la letteratura e gli studi effettuati attribuiscono senza dubbi l’eventuale crisi emolitica al consumo di fave fresche, secche o surgelate”.
“Per poter escludere qualsiasi pericolo e avviare un confronto su un tema delicato legato alla salute pubblica il 20.03.2026 abbiamo inviato alla ASL8 –Cagliari, richiesta di ulteriore Parere riguardo la correlazione circa l’esposizione a pollini di fave e piselli e l’insorgere di crisi emolitiche nei soggetti affetti da deficit di G6PD.
Il parere della ASL8 Cagliari – Dipartimento di Prevenzione S.C. Servizio Igiene e Sanità Pubblica pervenuto il 30.03.2026 rinvia al parere espresso in materia dal Ministero della Salute, soggetto competente, in data 19 novembre 2012, confermato da ultimo in data 11 dicembre 2023 come già da noi individuati.
Quindi valutati i pareri espressi dalle autorità competenti in materia di Prevenzione S.C. Servizio Igiene e Sanità Pubblica e I documenti in materia pubblicati dal Ministero della Salute, non si ritiene opportuno, in questa fase, adottare misure coercitive sulla gestione della coltivazione in atto, per non esporre l’Ente ad azioni legali non supportate da evidenze scientifiche e considerato anche che, la coltura al momento ha superato la fase di fioritura”.
La sindaca non si ferma e annuncia che intende approfondire “ulteriormente la materia, in un’ottica di tutela della salute pubblica e valutare nel breve periodo, azioni inerenti la regolamentazione della coltivazione di fave e piselli all’interno del centro abitato, in vista delle prossime semine”.












