Dal Medio Campidano alla Brigata Alpina Taurinensea per “dare una mano di aiuto a chi ne ha bisogno e difendere la patria”:
Gian Michael, 27 anni, di Samassi, è in procinto di giurare per la seconda volta fedeltà alla Repubblica Italiana per dare il suo contributo al Paese. Come lui, tantissimi altri giovani che hanno scelto di indossare la divisa per orgoglio, dedizione e per prodigarsi a favore dei più deboli e di chi si trova in difficoltà. “Il 17 aprile giurerò fedeltà alla Repubblica Italiana per la seconda volta, già mi viene la pelle d’oca pensando che dovrò rinnovare la mia promessa solenne davanti alla Bandiera d’Istituto, alle cariche più alte dello Stato, alla mia famiglia e ai miei amici e commilitoni.
Quella formula di giuramento per me è lo spirito guida che ogni giorno quando indosso l’uniforme e mi guardo allo specchio con la convinzione di una scelta di vita che rifarei altre mille volte fino all’estremo sacrificio”.
Ha deciso di raccontare la sua storia per trasmettere i valori che la divisa rappresenta: tanti intraprendono questo percorso, “consiglio di farlo se ne sono davvero convinti, perché non è una strada facile, ma una strada di sacrifici, impegno e tanto studio. Ci saranno dei momenti in cui si starà lontano da casa, dai compleanni, dagli anniversari ma un giorno tutto questi sacrifici saranno ripagati guardando negli occhi di chi ti vuole bene la felicità è consapevolezza che sei diventato grande”.
Ha iniziato la carriera nel 2019 come vfp1 (volontario in ferma prefissata), dopo il percorso formativo a Capua al 17º reggimento addestramento volontari “Acqui” è stata assegnato al Corpo degli Alpini e ha prestato servizio per 4 anni nella Brigata Alpina Taurinense in Piemonte al 1º reggimento artiglieria. Ha partecipato a diverse esercitazioni e missioni in territorio nazionale nell’operazione strade sicure. Si è qualificato come sciatore militare e secondo di cordata.
È stato promosso al grado di caporale nel 2021, per poi successivamente essere assegnato alla gloriosa brigata paracadutisti Folgore, ha preso il brevetto come paracadutista militare e poi prestato servizio presso il 183º Reggimento Paracadutisti “Nembo”. Anche con la Folgore ha partecipato a delle esercitazioni, missioni in territorio nazionale e estero tra cui il Kosovo sotto mandato della Nato. Nel frattempo è stato promosso al grado di caporal maggiore. “Decido ancora una volta di mettermi in gioco e faccio domanda per il concorso allievi marescialli dell’esercito. Finalmente riesco ad entrare alla scuola sottufficiali di Viterbo e oggi faccio parte del 28º Corso Impeto”.
Perché decidi di fare questo concorso?
“Ho scelto di partecipare a questo concorso per diventare un comandante attraverso un percorso duro di tre anni che mi porterà tante rinunce e soddisfazioni. Ho coronato il mio sogno quello di vestire l’uniforme storica che per me è simbolo di Onore, Lealtà, Orgoglio, Dovere, Fermezza, Volontà, Impeto”.
Quale il momento più impresso dentro di te da quando ti sei arruolato?
“Ci sono diversi momenti, il primo è quando per la prima volta nel piazzale d’onore di Capua ero schierato con i miei commilitoni per fare l’alzabandiera, il secondo è stato il giuramento sempre in quel piazzale d’onore dove ho giurato fedeltà alla Repubblica Italiana e ancora oggi mi viene la pelle d’oca. Il terzo quando ho varcato il cancello d’onore della scuola sottufficiali, il quarto e quando nel piazzale delle medaglie d’oro della scuola sottufficiali il mio anziano mi ha consegnato lo spadino che va a completare il mio status da allievo”.
Perché hai scelto di diventare un comandante?
“Il dovere di accettare sfide senza risparmiarmi, di essere d’esempio per guidare il mio plotone con orgoglio e impeto, di guardare sempre avanti e camminare nel solco di chi mi ha preceduto e assolvere il mio compito forte dell’esperienza dei miei soldati. Questa è la mia volontà, questa la mia scelta”.
Cosa vorresti fare finito il percorso formativo alla scuola una volta diventato maresciallo?
“Finiti i tre anni di formazione spero di essere assegnato all’arma di fanteria nella specialità degli alpini e tornare nella brigata alpina Taurinense. Questa scelta della fanteria alpina è perché posso congiungere i miei hobby ovvero la montagna con la mia passione per l’uniforme”.












