Accoglienza profughi alla Fiera, Pili: “Asl e Regione assenti”

Il deputato di Unidos, Mauro Pili: “Sequestro di persona, fate ripartire gli eritrei. Alfano e Renzi usano la Sardegna come campo di isolamento. Asl e Regione latitano e tutto ricade sulla Caritas e Agesci”

 “Macchina accesa per illuminare una sorta di ambulatorio allestito per miracolo dall’unico medico presente nel campo profughi della fiera di Cagliari. Ovviamente un volontario perché la Asl, la Regione e lo Stato se ne fregano. Di gestione sanitaria e non solo, le istituzioni a tutti i livelli, non se ne occupano. Il loro obiettivo è isolare i migranti in Sardegna, impedire che lascino l’isola. E poi pensano al business di un’accoglienza fatta a suon di bandi per alberghi e simili. Come denuncio da mesi, questi trasferimenti in Sardegna di migranti sono sprechi di denaro e rischiano di generare situazioni sempre più incontrollabili”. Lo ha detto il deputato sardo di Unidos Mauro Pili dopo aver registrato le tante voci dei volontari intervenuti sul posto e che toccano ora dopo ora con mano l’assenza delle istituzioni che si sono occupate solo di chiudere il dramma dentro la fiera. 

“Quello che sta succedendo a Cagliari è solo l’inizio di un controesodo di migranti che rischia di mettere a rischio la tenuta dello stesso ordine pubblico – continua Pili – Aver chiuso i migranti nel recinto della Fiera è solo uno stratagemma per cercare di nascondere la situazione. Quando i migranti capiranno che si tratta di un ulteriore tentativo di isolamento riconquisteranno le posizioni di partenza: piazza Matteotti fronte porto. Tutto questo sta avvenendo sulle spalle della sola Caritas e degli scout giunti da tutta l’isola, chiamati ad un impegno e uno sforzo al contempo straordinario ed encomiabile e dall’altra solitario, senza un supporto minimo delle istituzioni.
L’accoglienza di Stato e Regione in molti casi, come questo, è operazione di facciata, che mira a nascondere l’incapacità di fronteggiare questioni ben più rilevanti. Bisogna avere il coraggio di dire le cose come stanno: in Sardegna in meno di 15 giorni lo Stato ha scaricato una popolazione migrante di almeno 1.500 persone. Persone con mete diverse dalla Sardegna, con ambizioni di ricongiungimento che qui non possono soddisfare perchè isolati dal mare. In questa nostra terra da settimane si registra un fenomeno senza precedenti, per dimensioni e per caratteristiche. Lungo le strade, dalle statali alle periferiche, si vedono file di migranti, tutti protesi verso i porti della nostra isola. Scene campali, un esodo sconosciuto”.

“Nelle scorse settimane pseudo personaggi della politica locale hanno sfilato nei giorni scorsi davanti alle navi cariche di migranti. Parole di finta solidarietà e millantata accoglienza. E poi la triste realtà: centinaia di migranti verso Cagliari con i bivacchi vergognosi che da settimane denunciavo. Nutro profondo rispetto – aggiunge il deputato di Unidos – per l’accoglienza e per il lavoro della Caritas, dell’Agesci e dei volontari, per quelle tante donne e uomini che fanno il possibile per aiutare il prossimo. So anche, però, che tutto ciò non è infinito. Per questo motivo tutta questa situazione deve essere portata affrontata con immediatezza: deve cessare questo campo di isolamento per migranti in Sardegna. E’ questione di diritti universali che qui si stanno violando. La Sardegna non può diventare la terra di un sequestro di massa. Questi migranti in qualsiasi altra realtà dell’Italia si potrebbero muovere, qui invece si stanno utilizzando i confini del mare per tenerli segregati”.


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