Via Campeda, tra vespe, tossici e sterpaglie: “Abbandonati dal Comune”

Le “bruttezza cagliaritane”, lo sterrato tra le case di via Mandrolisai e via Campeda è un autentico immondezzaio. I residenti sono stufi di aspettare: “Perchè in quel terreno comunale nessuno interviene e ripulisce? E se scoppiasse un incendio cosa accadrebbe alle case e ai negozi vicini?

Tra i gatti della piccola colonia felina che “occupano” quella sorta di zona nascosta, (accuditi da qualche persona di buon cuore), non è difficile notare l’enorme vergogna dell’immondezzaio nato tra i palazzi che si affacciano tra via Mandrolisai e Campeda. Si tratta di quell’area verde o piazza che dir si voglia, (progettata anni fa solo sulla carta, dallo staff dell’ingegner Paolo Malavasi, del Comune di Cagliari), mai realizzata, intervento che giace ancora dentro i cassetti degli uffici competenti. Un progetto ambizioso, di tutto rispetto, che se fosse venuto alla luce nel giro di pochi anni, avrebbe visto sorgere un centro sportivo polivalente, una piscina fiancheggiata da diversi spazi verdi e un centinaio di parcheggi.  

Insomma, una sorta  di “unico comune denominatore per ridare valore al quartiere”, capace di inglobare sia la piscina mai nata e abbandonata del rione e l’attuale palazzetto dello sport, dirimpetto almeno due isolati più avanti. Oggi è terra di nessuno, sterpaglie e erbacce tra le case, un terreno comunale che non tutti intravvedono ma diventato alloggio di fortuna lontano da occhi indiscreti per tossici, per chi butta rifiuti ingombranti e non, con tanto di nidi di vespe pericolose tra gli alberi che a stento stanno li ancora in piedi in mezzo al dimenticatoio. Perché nessuno del Comune se ne occupa, almeno per ripulire quello sconcio? E perché la polizia municipale non interviene con multe e provvedimenti risolutivi per quella grave situazione? E se dovessero prendere fuoco quelle sterpaglie e lambire case e attività commerciali, cosa accadrebbe? Tante domande e un unico risultato: quella zona oggi è sporca, abbandonata a se stessa. Fa però sorridere ma anche infuriare agli abitanti il recente sopralluogo ispettivo dei dirigenti comunali: è stato promesso che qualcosa cambierà e saranno diversi i soggetti che rimetteranno ordine in quel vergognoso borderline urbano, parole di rassicurazione per chi abita li intorno, affermate dal dirigente di settore, il geometra, Claudio Papoff. Ma la domanda è sempre la stessa: quando? 

IL DEGRADO. “Sì, sono venuti a vedere quanto in questi anni abbiamo denunciato loro – ammettono i residenti – hanno però detto che dovranno intervenire addirittura tre squadre diverse, per bonificare e ripulire immediatamente l’intera zona, con lo sfasciamento e la raccolta di erba alta e secca, rifiuti, per portar via le siringhe dei tossici ed eliminare i nidi di vespe. Promesse e ancora promesse, ma a distanza di qualche settimana ancora tutto tace, pensate che ci hanno consigliato di scrivere alla Asl, ma – concludono gli abitanti – non possono farlo i funzionari del Comune e i vigili urbani dato che è anche compito loro quando fanno i sopralluoghi e relazionano quanto è stato verificato oppure no”?


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