Valentina Pitzalis: “Io indagata? Mio marito aveva problemi psichici”

Valentina Pitzalis prende posizione dopo avere scoperto dai giornali di essere indagata per omicidio: “Se in passato la famiglia di mio marito si fosse occupata dei problemi psichici di mio marito, con lo stesso accanimento con cui io oggi io vengo attaccata, probabilmente non sarei stata rovinata e Manuel sarebbe ancora vivo. Faccio un appello affinché una volta chiuso definitivamente il caso io possa tornare a vivere “normalmente” per poter smettere di bruciare dentro ogni giorno”

di Valentina Pitzalis

Questi due giorni dovevano essere giorni di festa, dopo la grande emozione del red carpet, dell’incontro con Matt Damon e della presentazione del docu-film “Il futuro è donna”, in difesa e sostegno di tutte le donne che hanno subito violenze.al festival del cinema di Venezia, ma ieri sono venuta a sapere dalla stampa, come tutti voi, che verrà riaperto il caso.
Ho deciso, quindi, per la prima volta, di far uscire un comunicato stampa con le mie dichiarazioni in merito a quanto sta accadendo. Lo condivido con voi angeli perchè in questi anni siete stati la mia forza e il mio sostegno, ma voglio sia l’unica volta perchè su questa pagina da oggi farò di tutto perchè si parli solo del mio impegno nei progetti sociali e della mia battaglia per ritornare a essere fisicamente indipendente e migliorare il mio stato di salute. 

Faccio parte e sono testimonial della Onlus FARE X BENE che realizza progetti di prevenzione nelle scuole e promuove iniziative per raccogliere fondi da destinare alle vittime di violenza che purtroppo spesso vengono dimenticate o diffamate ed hanno bisogno di aiuto per affrontare spese legali e di supporto psicologico come quelle che io sostengo da anni e
dovrò sostenere ancora perché anche in questi giorni, qui, al Lido di Venezia, ho scoperto di essere al centro di una nuova campagna diffamatoria nei miei confronti.

Ieri ho appreso dai giornali della riapertura del caso che riguarda la mia vicenda. L’inchiesta era stata archiviata per morte del reo e il reo è mio marito, morto dopo aver cercato di uccidermi dandomi fuoco. Su richiesta della sua famiglia, decisa a riabilitare il figlio anche a costo di distruggermi, ora l’inchiesta è stata riaperta.

Si indaga per omicidio e trovo assurdo che la notizia di un’indagine riservata e coperta da segreto istruttorio sia stata data in pasto alla stampa mentre io l’ho appreso dai giornali, così come il mio avvocato, Adriana Onorato:”La mia assistita ed io abbiamo appreso solo ieri e solo dagli organi della stampa della riapertura delle indagini da parte della Procura. Tengo a precisare che si tratta ovviamente di un atto dovuto che fa seguito all’ennesimo esposto presentato dalla famiglia del Piredda dopo che i precedenti erano stati rigettati perché evidentemente del tutto infondati.

La Sig.ra Pitzalis è comunque serena e fiduciosa nella giustizia in attesa che venga definitivamente confermato quanto già accertato nelle precedenti indagini. Spiace solo constatare, leggendo le dichiarazioni anche oggi rilasciate alla stampa dalla famiglia del Piredda, che l’unico obiettivo di quest’ultima sia quello di continuare a diffamare la Sig.ra Pitzalis, vittima della violenza del marito, nel vano tentativo di riscattare la figura di colui che quando ancora era in vita aveva commesso una serie di reati che ben avrebbero potuto far presagire il tragico finale di questa triste vicenda”.

Se in passato la famiglia di mio marito si fosse occupata dei problemi psichici di mio marito, con lo stesso accanimento con cui io oggi io vengo attaccata, probabilmente non sarei stata rovinata e Manuel sarebbe ancora vivo.
Ma purtroppo non è avvenuto.

Allo stato c’è il mio corpo sfigurato e menomato dal fuoco, le sentenze passate in giudicato che dicono che un’altra donna ha avuto a che fare con i disturbi di quello che sarebbe diventato mio marito, come è stato raccontato nella lunga inchiesta del giornalista Fabio Lombardi sul suo blog ‘Nera e dintorni’, e dove non ho esitato a pubblicare per intero anche un mio diario personale che la signora Mamusa aveva reso pubblico solo parzialmente e travisandone i contenuti, come ha stabilito una
sentenza.

Purtroppo questa famiglia non sa riconoscere i propri errori e continua a diffamarmi su tutti i giornali nonostante la madre di Manuel sia già stata rinviata a giudizio per diffamazione.

Se davvero verrà riaperto il caso io sono serena e sono contenta che finalmente venga fatta chiarezza integrando l’istruttoria con tutte le prove e che si possa mettere la parola fine a questa storia.

Faccio un appello affinché una volta chiuso definitivamente il caso io possa tornare a vivere “normalmente” per poter smettere di bruciare dentro ogni giorno.