Uccise lo zio a Lula alla festa del paese, processo col rito abbreviato per il 22enne Antonello Piras

Con una fucilata colpì lo zio Nico all’addome, che morì qualche ora dopo in ospedale: è stato l’epilogo di una drammatica storia di tragedie familiari. Suo padre sarebbe stato ucciso proprio dallo zio, la cui moglie è rimasta ora l’unica imputata. Sentenza prevista per il 10 luglio.


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“Stavo bevendo al chiosco, Nico Piras mi ha provocato e dileggiato. Mi sono allontanato e sono andato in un altro chiosco, ma lui mi ha seguito mostrandomi una pistola e dicendomi che mi avrebbe fatto fare la fine di mio padre. Lì ho perso la testa, ho tirato fuori il fucile che avevo con me e ho fatto fuoco”. E stato questo il racconto del 22enne Antonello Piras agli inquirenti, durante la confessione in cui ha ammesso di aver sparato a suo zio Nico, fratello del padre. Proprio il padre sarebbe stato ucciso dallo zio poi ammazzato da Antonello.
Oggi i legali del ragazzo, Giovanni Colli e Francesco Mossa, hanno chiesto e ottenuto il rito abbreviato, che consente di ottenere una pena ridotta rispetto al rito ordinario. Già fissata la prossima udienza: il 10 luglio, e nella stessa giornata dovrebbe anche essere pronunciata la sentenza. L’imputato oggi era in aula, accompagnato dagli agenti penitenziari del carcere di Badu ‘e Carros, dove è detenuto dal 6 ottobre scorso, quando si era costituito dopo tre giorni di fuga, confessando l’omicidio avvenuto il 3 ottobre durante la festa del paese a Lula.
Nico Piras era morto all’ospedale San Francesco di Nuoro a seguito della fucilata che gli aveva lesionato gravemente gli organi addominali interni. L’omicidio è stato l’epilogo di una vicenda familiare complessa e certamente drammatica: Antonello Piras è figlio di Angelo Maria, ucciso nel gennaio 2015, per il quale era in corso il processo d’appello a Cagliari nei confronti di Nico Piras e di sua moglie Alice Flore, rimasta ora unica imputata. Il giovane aveva confessato il delitto, sostenendo appunto di essere stato provocato e in qualche modo sfidato dallo zio mentre si consumavano le ultime ore della giornata di festa finita in tragedia.


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