“Top secret” gli atti del consorzio industriale, aziende in rivolta a Nuoro

 Appello delle associazioni di categoria del nuorese alla Regione: “Il Commissario del consorzio di Pratosardo ha negato la possibilità, di prendere visione degli atti sulla gestione della zona industriale già trasmessi al Comune.”. E all’assessora regionale Pili: “Tolga con urgenza la secretazione degli atti”

Le associazioni di categoria insieme al Consorzio Operatori Protosardo hanno inviato ieri una lettera all’assessora regionale all’Industria Anita Pili, per manifestare il loro forte disappunto a seguito del diniego, da parte del commissario liquidatore del Consorzio ZIR Pratosardo, di poter accedere gli atti della procedura di liquidazione dell’ente. Nella lettera si richiede inoltre un intervento dell’assessora per togliere con urgenza la secretazione degli atti e la sua disponibilità per un incontro a Nuoro. Nel pomeriggio di ieri 7 ottobre infatti, si è riunito il gruppo di lavoro istituito con la presenza dei rappresentanti delle organizzazioni datoriali, consorzio operatori e del Comune. Tra le priorità del gruppo quella di esaminare e approfondire la situazione economica e patrimoniale del Consorzio industriale di Pratosardo, anche in vista dell’eventuale subentro del Comune di Nuoro nella sua gestione.

“L’incontro presieduto dal sindaco Andrea Soddu”, scrivono le associazioni di categoria nella nota inviata alla Regione , “è stato rinviato in quanto il Commissario del Consorzio Industriale di Pratosardo ha negato la possibilità alle associazioni presenti e al gruppo tecnico di lavoro, di prendere visione degli atti inerenti la gestione della ZIR già trasmessi al Comune. Tale diniego, motivato con il fatto che “ le informazioni e i dati trasmessi sono finalizzati esclusivamente al procedimento relativo al trasferimento dei beni e del personale dell’ente consortile”, non consente al gruppo di lavoro di analizzare la reale situazione della decennale gestione commissariale di Pratosardo e di elaborare le eventuali azioni e proposte al fine di rilanciare la zona industriale”. “Riteniamo pertanto tale comportamento – proseguono le Associazioni – gravemente lesivo degli interessi rappresentati, nonché palesemente contrari ai più basilari principi di trasparenza e accessibilità totale degli atti amministrativi, possibili e ammessi anche nel rispetto di eventuali dati sensibili”.


In questo articolo: