Surf Park all’Ippodromo di Cagliari, il Grig contro Truzzu: “Tentativo speculativo dopo una peperonata con le cozze”

“Nel 2001 una petizione popolare per la difesa e il rilancio dell’Ippodromo, promossa anche dal Gruppo d’Intervento Giuridico, raccolse 1.500 adesioni in pochi giorni. L’area, fra la spiaggia del Poetto e il parco naturale regionale del Molentargius,è vincolata sul piano ambientale e difficilmente uno stravolgimento simile potrebbe esser approvato”.

La recente discussione nel Consiglio comunale di Cagliari sul piano di razionalizzazione delle partecipazioni nei vari organismi (società, consorzi, ecc.) dove l’amministrazione comunale è presente (società, consorzi, ecc.) è stata l’occasione per la Giunta per parlare del futuro dell’Ippodromo cittadino “Gen. A. Gutierrez”, attualmente gestito dalla Società Ippica di Cagliari s.r.l. in liquidazione.

“Nella proposta preliminare di piano urbanistico comunale (P.U.C.), recentemente adottata dalla Giunta Truzzu, si vorrebbe destinare l’area dell’Ippodromo (18 ettari) a parco tematico Surf Park, con il solito contorno di alberghi, parcheggi, ristorazione, scuola di surf, gli immancabili campi di padel e di calcetto.

L’ennesimo tentativo speculativo sullo storico Ippodromo sembra proprio un effetto post prandiale in seguito a una peperonata al forno con le cozze.

Si afferma, con sprezzo dell’intelligenza altrui: “Non è infatti il primo esempio di questo tipo in Italia, come per esempio: Milano, Roma, Riccione, Livorno”.

A parte le cacofonìe linguistiche, si tratta di due città senza mare (Roma e Milano), una città dove il mare fa solo pena rispetto al pur martoriato Poetto (Riccione) e una città che ha pensato bene di buttare nel cestino il progetto malsano e s’è tenuta e ha rilanciato lo storico Ippodromo “Federico Caprilli” (Livorno).

Progetto che si vorrebbe riciclare a Cagliari, come le tavole suggeriscono (qui Cagliariqui Livorno)?

L’inaugurazione dell’Ippodromo del Poetto risale al 29 aprile del 1929 e fin d’allora Cagliari fu un centro di riferimento nazionale per l’equitazione, il salto a ostacoli e le corse in piano.

Nel corso dei decenni, la città ha proposto all’attenzione nazionale e internazionale cavalieri di altissimo livello: da Paolo Dettori a Tonino Gutierrez, detentore per molti anni del record mondiale di salto a ostacoli realizzato nel 1938 con Osoppo. Poi ancora la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Stoccolma Salvatore Oppes, la fondatrice del celebre Allevamento `De Nora’ Tona Scano Musio, fino all’olimpionico Paolo Racugno.

Se è vero che la storia dell’impianto del Poetto ha vissuto alti e bassi, attraverso la guerra mondiale e i declini fisiologici dovuti a carenze nella gestione, è vero anche che negli anni scorsi è stato oggetto di un progetto di riqualificazione (rifacimento pista, impianti, ecc.) curato dall’ing. Mauro Checcoli, fra i massimi esperti nel settore oltre che olimpionico nell’equitazione.

Un progetto diviso in lotti funzionali, da completare, con la previsione, tra l’altro, di tribune per duemila spettatori, scuderie per duecento cavalli, campi gara, maneggio coperto, sale scommesse, totalizzatore, parcheggi per mille posti-auto, ristorazione e servizi. Il tutto per un investimento complessivo di circa 6 milioni di euro, di cui 4 a suo tempo già stanziati.

Realizzare il progetto significherebbe dare lavoro a 150 persone e creare un indotto molto importante a livello regionale per il settore del Cavallo sardo.

Nel 2001 una petizione popolare per la difesa e il rilancio dell’Ippodromo, promossa anche dal Gruppo d’Intervento Giuridico, raccolse 1.500 adesioni in pochi giorni..

L’area, fra la spiaggia del Poetto e il parco naturale regionale del Molentargius,è vincolata sul piano ambientale e difficilmente uno stravolgimento simile potrebbe esser approvato.

Ma prima delle norma giuridiche dovrebbe arrivare il buon senso, che, però, non si vende al mercato”.


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