Sulcis, la denuncia del Grig: “Zona agricola, zona di cemento, a due passi da Porto Botte”

Profondo Sulcis, a breve distanza dal mare di Porto Botte, terreni agricoli nel territorio comunale di Masainas

Profondo Sulcis, a breve distanza dal mare di Porto Botte, terreni agricoli nel territorio comunale di Masainas.

“Qui si vuol realizzare un progetto immobiliare di notevoli proporzioni: “Il complesso, di circa 220.000 mc, dovrebbe svilupparsi su terreni prevalentemente di proprietà privata (circa 56 Ha in zona urbanistica agricola “E”) ed è costituito da strutture turistico-alberghiere (Hotel 4/5 stelle, casa per anziani), agro-turistiche, socio-sanitarie (centro fisioterapia, poliambulatorio), commerciali (mercato), sportive (campi da tennis, calcetto, basket, pallavolo, piscina, golf, ippica), ricreativo-culturali (sala conferenze, cinema, teatro, centro congressi e didattico), una fattoria sociale e didattica, 110 unità abitative destinate ad housing e cohousing sociale, cui si aggiunge una ridotta quota di edilizia (circa 5 Ha in zona urbanistica di espansione “C”, per 35.000 mc) a libero mercato. É previsto un investimento di circa euro 145 milioni in 6 anni, di cui il 30% mediante contributi a fondo perduto.”

Un ingente progetto immobiliare (255.mila metri cubi di volumetrie complessive) su 56 ettari di zone agricole e altri 5 ettari in zona “C” di espansione edilizia (35 mila metri cubi), da destinare “a libero mercato”.

Questo è il panorama disegnato per il “Borgo del Benessere”, un progetto della Onlus Ageing Society – Osservatorio Terza Età di Roma: “un modello alternativo di turismo accessibile e di residenzialità, indirizzato alla popolazione anziana (che rappresenta, oggi, il 34% del mercato europeo delle vacanze e il 39% dei viaggi organizzati), che potrebbe portare ad un rilevante incremento occupazionale (si stimano 340 unità a impiego diretto)”.

Ma come farebbe “un gruppo di studio internazionale, riconosciuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali quale organismo di volontariato di interesse nazionale”, che “promuove ricerche e studi in tema di aspetti biologici, clinici e sociali connessi con l’invecchiamento della popolazione, allo scopo di contribuire allo sviluppo delle conoscenze scientifiche ed all’ottimizzazione delle risorse economiche e delle strategie sociali e politiche necessarie per affrontare l’esplosione demografica della terza età”, a sviluppare un progetto immobiliare che prevede “un investimento di circa euro 145 milioni in 6 anni, di cui il 30% mediante contributi a fondo perduto”?

Non è dato saperlo, ma ci credono, più o meno ciecamente, al Comune di Masainas, che con la deliberazione Consiglio comunale n. 36 dell’11 dicembre 2019 ha dichiarato il “pubblico interesse” per la proposta immobiliare e, soprattutto, alla Regione autonoma della Sardegna, dove la Giunta regionale, con la deliberazione n. 5/13 dell’11 febbraio 2020, riconosce “il preminente interesse generale e la rilevanza regionale dell’intervento proposto”, consentendo la variante allo strumento urbanistico vigente di Masainas ai sensi dell’art. 20 bis della legge regionale n. 45/1989 e s.m.i., seguita da “uno o più piani attuativi per la sua realizzazione”.

La Giunta regionale che decide nel febbraio 2020 è nell’ormai consueta (per casi simili, come quello poi rientrato relativo al sostegno dei progetti immobiliari di Monte Turnu – Castiadas e Piscinas – Arbus) composizione che vede presente quale proponente l’Assessore regionale dell’urbanistica Quirico Sanna e la Vice Presidente Alessandra Zedda (Assessore regionale dell’industria) con la Direttrice generale della Presidenza Silvia Curto.  Assente il Presidente della Regione autonoma della Sardegna Christian Solinas.

Tanto favor principis, nonostante il progetto stia migrando dalla vicina Giba, dove negli anni scorsi (2103) avrebbe dovuto esser realizzato, ma non andò avanti (2014).

Che cosa potrebbe esser cambiato in questi anni?

Con la recente legge regionale 13 luglio 2020, n. 21 (Norme di interpretazione autentica del Piano paesaggistico regionale), la Giunta regionale vorrebbe riscrivere a propria immagine e somiglianza le parti del piano paesaggistico regionale (P.P.R.) relativamente alle fasce costiere, ai beni identitari e proprio alle zone agricole.  

E’ certamente solo una coincidenza, ma ci spinge a voler difendere con ancora più intensità ed efficacia normativa di salvaguardia ambientale e pianificazione paesaggistica.

Abbiamo difeso, difendiamo e difenderemo la nostra Terra, millimetro per millimetro.

Ne stiano certi”.

Gruppo d’Intervento Giuridico onlus


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