Sos a Selargius: “A metà novembre chiude Brico World, purtroppo ci saranno 18 nuovi disoccupati”

Il colosso cinese ai bordi della Ss 554 gestito da Lili Zhan scomparirà tra poco più di un mese. La tristezza della titolare e del delegato Chen Renfeng: “La struttura è andata all’asta ed è stata presa da un nostro connazionale. Purtroppo, risultava già pignorata prima che, nel 2016, firmassimo il contratto. Abbiamo sempre onorato i pagamenti degli affitti”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

A cinque anni di distanza dal taglio del nastro, salvo miracoli dell’ultimo minuto, Selargius si prepara a dire addio a Brico World. Sorto sulle ceneri della vecchia Commerciale 554, il Brico in salsa cinese si trova costretto a chiudere perchè la struttura ha già un nuovo padrone, sempre cinese, che l’ha acquistata ad un’asta. Il negozio di casalinghi, articoli per casa e regalo, mobili da giardino, arredamento da esterno e interno, bricolage e giocattoli, tra poco più di un mese non ci sarà più. E diciotto persone si ritroveranno molto presto a dover fare i conti “o con il licenziamento o con la cassa integrazione”.
A dirlo è Chen Renfeng, delegato dell’azienda gestita da Lili Zhan: “Eravamo in affitto dal 2016, abbiamo sempre onorato tutti i pagamenti, ogni mese. La struttura, però, era pignorata già prima che firmassimo il contratto e l’atto notarile. All’asta se l’è aggiudicata un altro imprenditore, non so cosa vorrà realizzare”, spiega Renfeng, “lui vende le nostre stesse cose, suppongo che le venderà” anche ai bordi della Statale 554. “Da noi lavorano italiani, cinesi, bengalesi, senegalesi, Ci sono diciotto famiglie che dovranno capire come andare avanti e noi dovremo anche occuparci di alcuni debiti e del pagamento dei fornitori. Sì, siamo preoccupati”. E non sembra esserci nessuna via d’uscita. Ma gli ormai ex numeri uno di Brico World vogliono comunque togliersi un sassolino dalle scarpe: “L’unico rammarico è che la nostra comunità ha un’associazione dove vige anche la fratellanza e tutto il supporto economico e sociale verso i consociati”.


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