Sirene spiegate e rabbia, il mondo del 118 protesta a Cagliari: “Trascurati da troppi anni”

Maxi corteo di ambulanze da tutta l’Isola e sit-in davanti allo stadio Sant’Elia: “Bisogna rivedere le convenzioni, non ci sono stati forniti nemmeno i dispositivi di protezione individuali”. GUARDATE il VIDEO del corteo delle ambulanze

Una novantina di associazioni del 118, provenienti da tutta la Sardegna, si sono ritrovate a Cagliari per un corteo di protesta e un sit-in nel parcheggio dello stadio Sant’Elia. La rabbia è tanta, e le richieste del mondo dei volontari e dei soccorritori alla Regione sono poche ma chiare: “In questa fase delicatissima, dopo anni che il 118 è stato trascurato, c’è la necessità di rispettare le leggi. Quella del terzo settore è prorogata dal 2017, fornisce delle direttive per il sistema sanitario del 118 ma, ancora oggi, il sistema è tutto fermo. Siamo ancora con le proroghe”, spiega Pierpaolo Emmolo, uno dei portavoce delle associazioni. “Vogliamo un albo delle associazioni accreditate e che siano assegnate delle postazioni in maniera non discrezionale, ma con bandi pubblici”. Una delegazione del 118 si è poi recata alla Regione per un incontro con l’assessore alla Sanità Mario Nieddu. 
E gli esponenti delle associazioni confermano le richieste e rilanciano: c’è chi chiede più contributi per anche per i volontari, “a volte devono fare interventi che li portano ad essere impegnati più delle sette ore previste”, afferma Costantino Fracci, ex presidente e attuale volontario del 118 di Sant’Anna Arresi e chi, come Luca Rombi, numero uno dell’unica associazione del 118 di Carloforte, fa notare che “anche durante i mesi di emergenza non abbiamo avuto i dispositivi di protezione individuali, alla fine ce li siamo dovuti comprare noi”. 

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