Sinnai, boom di offerte per la coppia con la casa all’asta: “Speriamo che non la voglia nessuno”

Tredicimila euro ricevuti in pochi giorni, Paolo Vargiu e Tiziana Corona potranno cercare di non perdere il tetto: “Potremo arrivare a dare il 10 per cento del valore stimato, 133mila euro. Se nessun altro si presenta siamo salvi, chiediamo a tutti i possibili acquirenti di mettersi una mano sulla coscienza. Non fateci finire in strada a 56 anni”

Hanno visto il loro conto crescere, giorno dopo giorno, in meno di una settimana, e hanno ritrovato, seppure solo parzialmente, la felicità. Paolo Vargiu e Tiziana Corona, la coppia di ex imprenditori di Sinnai con la casa messa all’asta, forse riusciranno ad avere ancora un tetto dopo il diciannove ottobre prossimo. I 133mila euro necessari per acquistarla difficilmente potranno arrivare in una settimana, ma intanto i due 56enni possono giocarsi la carta del primo rilancio: “Se non si dovesse presentare nessuno sarebbe la situazione ideale, perfetta. In alternativa, il giudice andrà al rialzo ma noi potremo giocarcela sino a tredicimila euro”, spiega la coppia. Hanno ricevuto tante piccole donazioni, dopo l’articolo pubblicato sabato scorso da Casteddu Online, più un paio di offerte molto sostanziose “da due conoscenti che hanno appreso del nostro nuovo dramma dal giornale”. Paolo Vargiu racconta anche un particolare non di poco conto: “Ci sono stati vari sopralluoghi nel nostro appartamento, svolti da persone interessate a comprarlo. Ecco, proprio a questi possibili acquirenti chiediamo di mettersi una mano sulla coscienza, pensate che ci sono un uomo e una donna che, dopo una vita fatta di lavoro ed episodi sfortunati, rischiano di finire in mezzo ad una strada”.
Alternative non ce ne sono: “Non abbiamo i soldi necessari per comprarci una nuova casa, anche perchè non saremmo in questa situazione, ancora abbastanza catastrofica. Ringraziamo chi ha donato sino ad oggi, c’è ancora una settimana di tempo per ingrossare la cifra sulla quale poter contare al momento dell’asta. Alla nostra età, passare da cittadini tranquilli a senzatetto sarebbe una botta durissima, di quelle che rischiano di stenderti definitivamente”.