Sindacati sardi in piazza il 4 dicembre: “Manovra Draghi inefficace contro povertà e diseguaglianze”

Appuntamento alle 10 in piazza dei Centomila a Cagliari. Secondo i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil “siamo davanti a un momento di svolta importantissimo”. Su lavoro, fisco, pensioni, sviluppo le proposte alternative che saranno portate sul tavolo di Palazzo Chigi

Di nuovo in piazza, con una manifestazione unitaria, per sostenere le proposte di Cgil, Cisl e Uil nazionali sulle modifiche alla manovra di bilancio del governo Draghi. Anche in Sardegna, come sta avvenendo in questi giorni in tutte le regioni d’Italia, i sindacati hanno promosso una giornata di mobilitazione. L’appuntamento è il 4 dicembre, a Cagliari, in piazza dei Centomila, a partire dalle 10. La macchina organizzativa di Cgil, Cisl e Uil è già in moto, nei luoghi di lavoro si stanno svolgendo le assemblee in vista di una manifestazione che si annuncia molto partecipata ma comunque nel rispetto delle norme di distanziamento anti-Covid.

Sindacati mobilitati quindi, “con grande determinazione, forza e impegno, perché siamo davanti a un punto di svolta importantissimo del nostro Paese e non possiamo permettere che passino in secondo piano le priorità di milioni di lavoratori e cittadini – hanno detto i segretari spiegando che “a loro difesa e tutela abbiamo deciso di sollevare il tono della protesta, accompagnandola con una proposta migliorativa, chiara e dettagliata”.

Ecco le proposte dei sindacati.

Pensioni. No a quota 102. Sì a una pensione di garanzia per giovani, più sostegno a donne, lavoratori disoccupati, discontinui e precoci; forti incentivi per la previdenza complementare. In pensione da 62 anni di età oppure con 41 anni di contributi senza limiti di età. Migliorare Opzione donna e rafforzare l’Ape sociale estendendo la platea dei lavori gravosi e usuranti.
Fisco. Incrementare le risorse da destinare alla riduzione delle tasse a lavoratori e pensionati. Contrastare lavoro nero, evasione, elusione fiscale. Basta incentivi a pioggia alle imprese.
Lavoro. Servono investimenti per creare buona occupazione, ammortizzatori sociali universali e politiche attive. Contrastare la precarietà e rilanciare il potere d’acquisto di salari e pensioni. Occorre stabilizzare il lavoro e rilanciare le assunzioni nei settori pubblici, a partire da sanità e scuola.
Sviluppo. Rafforzare le politiche industriali e di sviluppo. Sbloccare gli investimenti in ricerca, innovazione e formazione. Affrontare le sfide della transizione ambientale e digitale. Risolvere le tante crisi aziendali ferme da troppo tempo al Mise.
Sociale. Incrementare le risorse e introdurre i livelli essenziali in vista della legge sulla non-autosufficienza. Contrastare le povertà, migliorando il reddito di cittadinanza e potenziando le politiche di inclusione.


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