Siliqua, sotto accusa l’ambulatorio di dottor Nasharti, medico di base

I pazienti del nuovo medico indignati: «Ore di fila, in piedi, per una ricetta»

L’ambulatorio del dottor Maher Nasharti, medico di base che dal 2 febbraio scorso ha sostituito dottor Monni (andato in pensione), è stato preso d’assalto dai pazienti che stasera hanno espresso il malcontento per un ambiente forse troppo piccolo per ospitare i tanti pazienti presenti. Pochi i posti a sedere e molte persone, tra cui anche alcuni anziani, costretti ad aspettare in piedi (nella foto). L’ambulatorio è lo stesso della Guardia medica, in via Alessandro Manzoni, adiacente al poliambulatorio Asl 8 di Siliqua. L’orario di apertura stabilito dal dottor Nasharti è così articolato: Lunedi, Martedi e Venerdi dalle 9,30 alle 12,30; Mercoledi e Giovedi dalle 15,30 alle 17,30. Oggi, il medico palestinese ha iniziato la sua attività alle 15,30, terminandola (eccezionalmente) alle 20,00, proprio in concomitanza con l’arrivo della Guardia medica. «Oggi ho assistito circa settanta persone», dice il medico, «per giunta ho avuto problemi con il computer e questo non mi ha di certo agevolato. Anzi, la cosa non ha fatto altro che rallentare la mia attività. Da domani, però, oltre l’orario stabilito non accetterò più nessuno». I pazienti in sala d’attesa, intorno alle ore 18,00, sono una quindicina e indignati manifestano il loro disappunto. «Mi sento indignato e deluso», dice adirato uno di loro, «sono ore in fila, in piedi, per avere una ricetta». Gli fa eco un’altra signora che esterna la prorpia contrarietà per gli orari di apertura dell’ambulatorio. «Non si può continuare così: questi orari non sono sufficienti a smaltire un bacino di pazienti così elevato. Sono oltre un migliaio. Dottor Monni per gli stessi pazienti, rispettava un orario di servizio decisamente più completo e articolato. L’orario fissato dal dottor Nasharti, oltretutto, non viene incontro ai lavoratori. La sera, infatti, è aperto solo il mercoledi e il giovedi e soltanto per due ore. Non va assolutamente bene». Un messaggio chiaro quello lanciato dai cittadini: il Comune può raccogliere l’invito e girarlo ufficialmente alla dirigenza dell’Asl 8, con la richiesta di trovare al più presto una soluzione idonea per risolvere questo problema.