Sfratto impossibile a Selargius, il sindaco contro Mario Giordano: “Se la prenda con lo Stato e urli di meno”

Concu attacca il conduttore della trasmissione di Mediaset per il servizio sulla vicenda della donna che non riesce a cacciare dal proprio appartamento un inquilino moroso e accusato di gravi reati: “Gridi meno e si attenga di più ai fatti, perché con servizi confezionati a tavolino magari si aumentano pure gli ascolti ma il rischio è perdere di credibilità”

“Sfratti, ingiustizie e giornalismo gridato. Lettera aperta a Mario Giordano”, così nella propria pagina Facebook il sindaco di Selargius Luigi Concu, attacca il conduttore della trasmissione di Mediaset Fuori dal coro, per la puntata realizzata sulla vicenda che vede Manuela Sollai impegnata nel tentativo di sfrattare dal proprio appartamento un inquilino moroso e accusato di reati gravi.

“Care concittadine e cari concittadini,

a proposito di sfratti, ingiustizie e giornalismo gridato, condivido con tutti voi la lettera aperta inviata quest’oggi alla redazione di Rete 4, in riferimento alle recenti puntate di Fuori dal coro che purtroppo hanno visto protagonista anche la nostra comunità. Un atto che ho ritenuto doveroso per fare chiarezza sulla vicenda e impedire che vada avanti il vergognoso tentativo di screditare gli amministratori locali.

Egregio Mario Giordano,

sono Pier Luigi Concu, il sindaco di Selargius che l’ha fatta indignare e gridare allo scandalo in alcune delle recenti puntate di Fuori dal coro. Nelle quali ci ha peraltro deliziato con le consuete arringhe accalorate e populiste oramai parte del copione.

Sa, non amo particolarmente le grida in generale, fuori e dentro gli studi televisivi, ma forse è un mio limite, quindi arrivo al dunque: è inaccettabile che in un periodo come quello attuale, si veicolino, attraverso la sua trasmissione, servizi censurati ad arte, con l’intento palese di indignare quanti più spettatori possibili e, che rischiano di far passare messaggi sbagliati, in quanto parziali, e pericolosi. Mi spiego meglio: dopo aver scoperto che Selargius e Cagliari sono due comuni differenti, dispiace e stupisce che, affrontando la vicenda riguardante una nostra concittadina e suo padre, abbia omesso di raccontare alcuni passaggi che per trasparenza e chiarezza, in primis nei confronti dei miei concittadini, mi preme sottolineare. Devo farlo per difendere l’onestà intellettuale mia e l’immagine dei tanti amministratori locali che purtroppo continua a screditare.

Nello specifico, mi riferisco alla questione che riguarda l’abitazione della Signora Sollai, non annoverabile tra i casi di occupazioni abusive giacché parliamo di un immobile abitato da un inquilino moroso ma entrato nello stesso con un regolare contratto d’affitto, frutto quest’ultimo di una situazione familiare particolarmente complessa che per delicatezza non sto qui a spiegarle.

Inquilino con una serie di reati alle spalle sui quali la magistratura sta portando avanti le indagini, che potrà ben capire esulano dalla sfera di competenze di un sindaco. Fatta questa doverosa premessa tengo a evidenziare che non appena mi è stato segnalato il caso ho convocato e ricevuto la stessa Signora Sollai in Municipio, insieme al padre e alla presenza diversi assessori. Questo accadeva giovedì 1aprile. L’indomani mattina ho provveduto a inviare una nota a mia firma, con la quale ho richiesto un intervento urgente del Prefetto per questioni di sicurezza pubblica. Tutti passaggi che dispiace abbia dimenticato di far raccontare alla sua inviata, portando così a una cronaca approssimativa, fuorviante e atta a nutrire la sua nota facilità a far passare i sindaci come menefreghisti e incuranti di ciò che capita nel loro territorio. Io non ci sto. Non glielo consento, in nome del rapporto di fiducia e trasparenza che quotidianamente cerco di costruire e mantenere con la comunità che mi onoro di amministrare da quattordici anni.

Per carità, condivido anche le virgole della sacrosanta battaglia per il rispetto della proprietà privata, ma credo sia opportuno che ognuno di noi svolga il proprio lavoro con scienza, coscienza e scrupolosità. Valori, questi, che dovrebbero indurla – quantomeno per la serietà e correttezza indispensabili per ogni giornalista – a porre fine a questa storiella offensiva e ridicola dei sindaci “brutti e cattivi” che non fanno niente per proteggere i loro cittadini. Dica piuttosto, sfruttando i potenti mezzi di cui dispone, che dietro questa palese situazione di intollerabile ingiustizia che vede tanti legittimi proprietari (selargini, sardi e italiani) soccombere, vi è un provvedimento statale vergognoso che un sindaco non ha certo il potere di annullare. Lo sfratto, bloccato da una normativa nazionale, esula dalle mie facoltà e da quelle di qualsivoglia autorità locale. Sappia che tutto questo scandalizza anche me, anche se non sbatto la testa sulla scrivania o sui lampioni dell’illuminazione pubblica presenti nel territorio che amministro anche quando le telecamere dei suoi operatori si spengono.

Vuole fare una battaglia giusta? Se la prenda con lo Stato e con chi ha votato il Blocco sfratti, lo faccia anche per la mia concittadina e per me. Chieda conto a chi ci governa a livello centrale di questo assurdo provvedimento che scarica sugli enti locali responsabilità per le quali non abbiamo armi adeguate e attribuisce ai sindaci colpe non imputabili. Chieda allo Stato, anche da parte del sindaco di Selargius, sempre quello che l’ha tanto indignata, di risarcire i legittimi proprietari dei mancati affitti di tutti questi mesi. Si faccia carico chi ha legalizzato dinamiche palesemente ingiuste di rimediare alla situazione vergognosa che ha creato. Mi dispiace, io non posso fare più di ciò che ho già fatto. Tra l’altro non ho neanche tanta voce per urlare, eppure le assicuro che sono scandalizzato quanto lei.

Mi permetta un suggerimento: gridi meno e si attenga di più ai fatti, perché con servizi confezionati a tavolino magari si aumentano pure gli ascolti ma il rischio è perdere di credibilità.

 


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