Sestu: centro Vaccini, Cossa: “Nessun trasferimento in altri comuni”

Il dietro front di Regione Sardegna e Asl 8 dopo il monito del consigliere regionale Michele Cossa e delle infuocate proteste tra i cittadini

Nessuna chiusura del centro Vaccinazioni della Asl a Sestu, così come invece era stato ipotizzato negli uffici di Asl e Regione Sardegna, primo fra tutti (ad aver alzato la voce del dissenso), è stato il consigliere regionale Michele Cossa (Riformatori Sardi), che aveva da subito recepito le proteste dei residenti sestesi per la contrarietà del provvedimento: “Devo ringraziare l’Assessore regionale alla Sanità Luigi Arru – dice Cossa – per aver riconosciuto le ragioni della comunità di Sestu sulla chiusura del Centro vaccini: in un panorama di generale crollo demografico in Sardegna, Sestu rappresenta un rarità. È tra i pochissimi in crescita, una delle realtà più “giovani” della Sardegna. Ma soprattutto vanno ringraziati l’amministrazione comunale e i cittadini, che si sono mobilitati immediatamente e con grande determinazione. Hanno preparato una petizione popolare che ha raccolto in pochi giorni centinaia di firme”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale dei Riformatori sardi Michele Cossa, commentando la revoca del provvedimento della ASL. 

TRASFERTE INUTILI.L’Unione Sarda e Casteddu Online sono le due testate che maggiormente hanno dato voce a questa protesta, e costretto la cieca burocrazia sanitaria a fare rapidamente marcia indietro. Si stava dando un segnale terribile – continua Cossa – le famiglie non crescono per colpa della drammatica crisi economica e occupazionale; ma anche perchè non sempre i servizi di prevenzione e quelli territoriali le supportano adeguatamente. La ASL avrebbe il dovere di potenziare questi servizi, non a ridurli o scoraggiarne l’utilizzo. L’improvvisa recrudescenza di malattie gravissime come la meningite dimostra quanto sia importante sensibilizzare le persone e incentivare le vaccinazioni. “Si trattava di una decisione improvvisata e del tutto priva di razionalità e di logica. I burocrati della ASL non hanno avuto nemmeno l’accortezza di fare un minimo di analisi del contesto, prima di tutto verificando l’esistenza di trasporti pubblici adeguati. Chi programma servizi sul territorio non può ignorare che Sestu è a malapena collegata con Cagliari. Non si può costringere chi non ha la macchina a fare almeno tre ore di autobus con dei bambini piccoli per andare a Selargius. “Ma quello che preoccupa di più”, conclude Cossa, “è il fatto che nella mente di chi prende queste decisioni Sestu non esiste. La ASL  in questi anni ha potenziato i servizi ubicati in diversi comuni e ha promosso importanti investimenti di edilizia sanitaria. A Sestu niente: gli ultimi interventi fatti risalgono a vent’anni fa: il poliambulatorio di via Dante e la RSA di via Andrea Costa. Sestu, con i suoi quasi 21mila abitanti, è stata progressivamente spogliata di servizi fondamentali: non c’è più un centro di fisioterapia convenzionato col Servizi sanitario regionale, e questo costringe i cittadini, soprattutto anziani e persone ridotta mobilità, a recarsi a Cagliari o a Monserrato. E vogliamo parlare dello stato di abbandono della guardia medica, che versa in condizioni indegne di un Paese civile? È questa la politica che Regione vuole fare nei prossimi anni” Dicano se i criteri che seguono nella distribuzione dei servizi sul territorio tiene conto delle esigenze della popolazione o se risponde ad altre logiche.”

 


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