Senza green pass solo in supermercati e farmacie: nuovo scontro nel governo

L’esecutivo pronto a una stretta severa sulla lista delle attività dove si potrà accedere senza certificato verde, ma gli “aperturisti” sbarrano la strada alla Funzione Pubblica di Brunetta che limita all’osso i varchi per i no vax.

Supermercati per i beni di prima necessità, farmacie per i medicinali e studi medici. Devono essere queste, secondo il ministro della Funzione Pubblica Brunetta, le uniche tre eccezioni al possesso del green pass per poter entrare in luoghi pubblici. Un altro tentativo di rendere stretta la via a chi non vuole vaccinarsi nel tentativo di convincerlo a farlo. Ma il ministero dello Sviluppo economico spinge per estendere l’esonero a una lista più ampia, che ricomprende tutti i negozi che restano aperti in zona rossa: dunque anche tabacchi, edicole, librerie, negozi di giocattoli.

Secondo il ministro Brunetta se un’attività è programmabile e c’è il tempo di organizzarsi con un tampone, ci sarebbe la richiesta di certificato (ad esempio rivolgersi ad un ufficio pubblico o comprare un elettrodomestico o dei giocattoli). Dove ci sono invece necessità immediate, ad esempio fare una denuncia perché si è vittime di un reato, scatterebbe l’esonero.

Dalla pubblicazione dell’ultimo dpcm lo scorso 8 gennaio sono scattati 15 giorni di tempo per mettere a punto le nuove regole.


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