Sardegna, svolta acqua: impianti di fitodepurazione anti scarichi

L’iniziativa di Abbanoa: nuovi impianti a misura di ambiente. Ecco come funzioneranno

Nuovi impianti di fitodepurazione che depurano gli scarichi attraverso l’utilizzo di piante, rilasciando una risorsa qualitativamente migliore adatta anche al riuso, con bassissimi costi energetici e bassissimo impatto ambientale;  incremento  della lotta agli scarichi abusivi; avvio dei cantieri sul fronte depurativo per arrivare, nel 2016, alla chiusura del procedimento di infrazione. E’ forte l’impegno di Abbanoa per la tutela dell’ambiente.

“La fitodepurazione consente di depurare gli scarichi coniugando temi dell’ambiente e del risparmio energetico. L’impegno  di Abbanoa: nel 2016 i primi 16 impianti”, ha detto via Twitter oggi l’Amministratore Unico di Abbanoa, Alessandro Ramazzotti

La fitodepurazione. Sessanta vecchi depuratori da trasformare in innovativi impianti di fitodepurazione. Abbanoa intende arrivare a un sistema integrato di depurazione in cui sono presenti processi classici di depurazione seguiti da processi di fitodepurazione. Questo sistema, oltre alle ottime efficienze depurative, si integra con l’ambiente e il contesto naturale in cui è inserito: i letti fitodepuranti danno vita a un ambiente “umido”, in armonia con il paesaggio naturale. Non solo. Grazie al nuovo metodo gli scarichi depurati potranno essere  riutilizzati rendendo anche disponibili riserve per l’antincendio, per l’agricoltura e nelle reti distributive locali. I primi  16 nuovi impianti potranno essere avviati nel 2016.

Lotta agli scarichi abusivi.  L’allarme depurazione e illegalità sulle coste lanciato anche da Legambiente nel corso della presentazione del bilancio di Goletta Verde 2015, è stato accolto da Abbanoa, che nella seconda parte dell’anno e nel corso del 2016 rafforzerà in maniera importante la lotta agli scarichi abusivi con controlli a tappeto su utenze domestiche e produttive che riguarderanno tutta la Sardegna. Solo sul fronte delle utenze produttive, fino a oggi sono state censite 6.045 attività produttive con l’obiettivo di accertare la regolarità degli scarichi perché solo lo smaltimento regolare fa sì che il rifiuto sia sottoposto ad accurati controlli prima dell’immissione nella filiera di trattamento.

Il quadro del mare illegale in Sardegna.  Non è solo la mancata depurazione a danneggiare il nostro mare e le coste, dice Legambiente. Secondo l’Associazione sono state ben 14.542 le infrazioni accertate dalle forze dell’ordine e dalle capitanerie di porto per reati inerenti il mare e la costa nel corso del 2014, 18mila le persone denunciate o arrestate con 4.777 sequestri eseguiti dalle autorità competenti.  

Le tipologie di reato prese in esame da Legambiente sono diverse ma abbracciano tutte l’inquinamento del mare. Comprendono naturalmente gli scarichi fognari illegali ma toccano anche l’inquinamento da idrocarburi e la mala depurazione, fino ad arrivare all’illegalità nel ciclo del cemento sul demanio marittimo e ai casi di pesca di frodo e infrazioni della nautica da diporto. In Sardegna, sempre nel 2014, sono state accertate 1.053 infrazioni , denunciate 3.441 persone ed effettuati 229 sequestri.

Procedure di infrazione. Lo scorso marzo, agli “Stati generali delle acque pulite” organizzati a Roma dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, lo stesso responsabile della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture Erasmo D’Angelis ha preso la nostra Isola come esempio. La Sardegna risulta infatti la regione più virtuosa nella spesa dei fondi Cipe 62/2012 destinati al settore del collettamento e della depurazione dei reflui nel Meridione. Sono in corso investimenti per cinquanta milioni di euro divisi in 14 appalti che consentiranno di risolvere le criticità sotto infrazione europea: il potenziamento dei depuratori consortili di Tortolì, Sorso, Is Arenas (Cagliari), San Teodoro Olbia e Ilbono-Elini, la realizzazione di nuovi impianti a Bosa, Badesi, Orosei-Cala Liberotto, nuovi collettori fognari per i centri della Planargia, di quelli attorno al lago Omodeo e nella fascia costiera di Quartu Sant’Elena.  Una volta avviati i cantieri, la Sardegna risolverà la procedura. Attestata la conformità dello scarico rispetto agli interventi in corso, la Sardegna potrà chiudere con le infrazioni.

L’ultimo importante risultato riguarda Silanus, agglomerato sotto procedura di infrazione. I tecnici di Abbanoa  hanno da poco messo in esercizio l’impianto che tratta i reflui provenienti dal centro abitato: si tratta di un’opera attesa da più di dieci anni che consente finalmente di mandare in pensione il vecchio depuratore comunale ormai del tutto inadeguato.

 


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