Sardegna, la concessioni idroelettriche dell’Enel passano all’Ente Acque: sindacati contro la Regione

Esplode la polemica “sulla conseguenze nella gestione della sistema elettrico regionale in quanto le centrali  interessate al passaggio sono integrate nella rete elettrica e garantiscono la riaccensione della rete in caso di Black Out”

Le Segreterie Regionali sarde di FILCTEM CGIL– FLAEI CISL – UILTEC UIL, a seguito delle Delibere N°49/10,49/11 e 49/12 assunte dalla Giunta Regionale della Sardegna il giorno 09 ottobre con le quali vengono considerate decadute le Concessioni Idroelettriche in capo a ENEL Produzione SpA, e trasferiti all’Ente Acque della Sardegna, a partire dal 1 gennaio 2019, gli asset di produzione e la gestione degli stessi, oltre a individuare il personale ENEL attualmente impiegato nell’esercizio di quegli impianti da trasferire all’ENAS, essimono forte preoccupazione su questi fronti: 

  • sulle modalità di incorporamento degli asset industriali in capo  alla Regione Sardegna, effettuato in maniera inusuale  e  senza un preventivo dialogo con le organizzazioni sindacali;
  • sulle ricadute occupazionali e sugli investimenti nel settore che gli atti assunti comportano;
  • sulla conseguenze nella gestione della sistema elettrico regionale in quanto le centrali  interessate al passaggio sono integrate nella rete elettrica e garantiscono la riaccensione della rete in caso di Black Out.

“L’iniziativa della regione rischia di provocare ulteriori conflitti legali che nelle esperienze passate non hanno portato vantaggi alla Sardegna. Su temi così delicati le organizzazioni sindacali ritengono necessario attivare confronti e non scontri per trovare le migliori soluzioni per la Regione.

Considerati i tempi molto stretti nell’attuazione del programma di passaggio degli impianti in capo alla Regione Sardegna le Segreterie Regionali FILCTEM – FLAEI – UILTEC, invitano il Presidente della Giunta Regionale e gli assessori interessati ad avviare un confronto serrato in merito alla vicenda, coinvolgendo le organizzazioni sindacali di categoria e confederali”, spiegano i sindacati. 


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