Sardegna in zona rossa? L’assessore Nieddu: “Non è ufficiale ma probabile”, ecco quali sarebbero le regole

“Non è ufficiale ma è probabile”. Così l’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu a LaPresse, in merito alle indiscrezioni su un possibile ritorno della Sardegna in zona rossa. Non sarebbe possibile neanche incontrare genitori ed amici, non si può andare in altre case

“Non è ufficiale ma è probabile”. Così l’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu a LaPresse, in merito alle indiscrezioni su un possibile ritorno della Sardegna in zona rossa, a causa del peggioramento dei dati relativi al contagio e al peggioramento della pressione sulle terapie intensive. Ancora non si conosce l’indice Rt ma alcune comunicazioni informali dicono che potrebbe essere superiore a 1,25, soglia che porterebbe automaticamente la Sardegna in zona rossa ad appena due settimane dal sogno sfumato della zona bianca. La notizia era stata anticipata dal consigliere regionale dei Progressisti Francesco Agus che ha chiesto al consiglio di occuparsi subito di questo tema. L’Isola, se domani il ministro Speranza firmasse l’ordinanza del cambio di colore, passerebbe dunque dalla zona arancione alla zona rossa per almeno due settimana, un vero e proprio lockdown con conseguenze economiche allarmanti. Non sarebbe possibile neppure andare a incontrare i genitori, per capirci.

Le regole della zona rossa, inasprite di recente, infatti parlano chiaro. No agli spostamenti ingiustificati all’interno e fuori dal proprio comune, dunque, nemmeno per quelle visite a parenti e congiunti consentite invece negli tre giorni pasquali. Ci si può spostare nel proprio Comune solo con autocertificazione per fare la spesa o per motivi di lavoro salute e di urgenza. Confermato il permesso di andare e soggiornare nelle seconde case. Chiuderebbero tutti i parrucchieri e i centri estetici, i negozi di abbigliamento e tutti quelli considerati non essenziali. Oltre ovviamente alla chiusura confermata di bar, ristoranti, palestre e piscine.

Possono aprire, le attività commerciali legate alla vendita di alimentari, che si tratti di negozi di vicinato o di piccoli, medi e grandi centri commerciali (quindi anche i mercati, purché “diretti alla vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici”). Nei centri commerciali, duranti i giorni festivi e prefestivi, restano aperti soltanto i negozi di alimentari, farmacie e parafarmacie, edicole e tabaccai. Confermato, ovviamente, il coprifuoco alle 22.

Fino al 30 aprile 2021, in zona rossa sono consentiti esclusivamente i seguenti spostamenti:
– per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un’altra Regione o Provincia autonoma);
– il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, compreso il rientro nelle “seconde case” ubicate dentro e fuori regione

Gli spostamenti per far visita ad amici o parenti autosufficienti e, in generale, tutti gli spostamenti verso abitazioni private abitate diverse dalla propria non dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute sono invece vietati fino al 2 aprile e dal 6 al 30 aprile 2021.

 


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