Sardegna in controtendenza nell’accesso al credito: nel 2018 diminuiti mutui e prestiti

L’isola si colloca all’ultimo posto per indebitamento pro capite (un sardo paga in media una rata mensile di 289 euro) e al terzo posto per incidenza dei prestiti finalizzati sul portafoglio familiare (48,8%)

Sono sempre meno i sardi che accendono un mutuo per comprare o ristrutturare la casa o chiedono un prestito personale o un prestito finalizzato all’acquisto di beni o servizi. Nel 2018 nella nostra regione le richieste di mutuo o le surroghe sono diminuite del 17.5% rispetto all’anno precedente, i prestiti finalizzati hanno avuto un calo del 16,3% e i prestiti personali generici sono diminuiti del 15,5%. La Sardegna è dunque in netta controtendenza rispetto alle altre regioni d’Italia nell’accesso al credito personale. L’isola si colloca inoltre all’ultimo posto quanto all’indebitamento pro capite, con una rata mensile pari a 289 euro, nettamente al di sotto della media nazionale.

Lo rileva la CMS (Associazione di mutuo soccorso fra i dipendenti pubblici della Sardegna) commentando i dati recentemente resi noti da EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie del CRIF che raccoglie e analizza le posizioni finanziarie di oltre 85 milioni di italiani.

La ricerca dell’EURISC – che a livello nazionale evidenzia una sostanziale crescita delle richieste di credito da parte delle famiglie italiane (in Italia il numero delle richieste di prestito presentate nel corso del 2018 è cresciuto del +5,0% rispetto al 2017) – fotografa in Sardegna un netto abbassamento della propensione all’indebitamento delle famiglie. Un fatto che inevitabilmente si traduce in un abbassamento dei consumi.

La flessione del credito al consumo registrata in Sardegna denota una crescente difficoltà delle famiglie sarde di accedere al credito – evidenzia Pasquale Biasioli, presidente della CMS, che da qualche anno fornisce ai propri soci un importante servizio di prestito sociale a tassi convenienti in convenzione con la piattaforma online Prestiamoci -. Il sistema creditizio sardo è implacabile. E’ sufficiente il mancato pagamento di due rate o comunque per due mesi consecutivi del proprio debito perché si inneschi un sistema di autoprotezione che rischia di essere devastante per chi finisce nella lista nera dei cattivi pagatori”.

Il crollo delle richieste di credito in Sardegna

Nel 2018 in Sardegna il numero di richieste di nuovi mutui e surroghe ha registrato una contrazione del -17,5% rispetto all’anno 2017 (-0,6% la flessione rilevata a livello nazionale). E’ netta anche la flessione dei prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi in cui la Sardegna ha registrato un calo del -16,3% rispetto allo stesso periodo del 2017.Le generiche richieste di prestiti personali hanno invece avuto nel 2018 una contrazione del -15,5% rispetto all’anno precedente (percentuale nettamente in controtendenza rispetto al +9,1%rilevato a livello nazionale).

Quanto al prestito finalizzato all’acquisto di beni o servizi la ricerca EURISC offre spunti interessanti: viene rilevata una variazione positiva a Nuoro (+3,8%)Oristano (+3,7%) e Sassari (+0,6%) mentre le contrazioni più accentuate sono registrate aOlbia-Tempio (-56,0%), Medio Campidano (-53,8%), Carbonia-Iglesias (-53,4%) e Ogliastra (-51,8%)A Cagliari la flessione delle richieste rispetto all’anno 2017 è stata pari a -8,7%.

Sempre in base alle analisi del CRIF sul credito in Sardegna (studio MasterCredit) nel 2018 i prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (quali auto e moto, arredamento, dispositivi elettronici ed elettrodomestici, ma anche viaggi, spese mediche, palestre ecc.) hanno inciso sul portafoglio delle famiglie sarde in maniera sensibilmente più alta rispetto alla media nazionale: un peso complessivo del 48,8% sul totale, dato che colloca la Sardegna al terzo posto tra le regioni italiane. Il resto del portafoglio è costituito dai prestiti personali (36,2%anche in questo caso il dato è superiore alla media nazionale), mentre i mutui rappresentano solo il 16,4%.

L’indebitamento delle famiglie sarde

 

In base ai dati del CRIF (studio MisterCredit) segnalati dalla CMS emerge che la Sardegna è la regione in cui vi è un minore indebitamento pro capite: la rata media mensile è di 289 euro, contro i 436 euro del Trentino-Alto Adige, i 396 euro del Veneto e i 394 della Lombardia. A livello territoriale il primato va a Sassari che, con una rata media mensile pari a 305 euro, si posiziona al 90° posto assoluto nella graduatoria nazionale. Seguono Nuoro e Cagliari, rispettivamente con 293 e 292 euro.

Quanto all’indebitamento residuo la Sardegna è al 16° posto: ad una famiglia sarda servono in media 26.345 euro per estinguere i finanziamenti attivi (il Trentino-Alto Adige, al primo posto, registra un indebitamento di 43.004 euro pro capite). La provincia sarda con l’esposizione residua più elevata è Cagliari, con 31.626 euro, quella meno esposta è quella del Sud Sardegna, con un indebitamento medio di 23.527 euro.

Quanto agli importi medi richiesti per un mutuo, la provincia di Cagliari guida la classifica regionale con 118.654 Euro, seguita da Olbia-Tempio (109.886 euro) eNuoro (102.859 euro). Il valore medio più contenuto è quello richiesto nella provincia di Medio Campidano, con 87.380 Euro. Per i prestiti finalizzati la media è stata pari a 5.290 euro: Olbia-Tempio registra l’importo medio più consistente con 5.884 euro, seguita dall’Ogliastra (5.808 euro). Con 5.162 euro Cagliari si allinea al dato regionale. L’importo medio più contenuto, invece, è stato registrato a Carbonia-Iglesias, con 5.104 euro.

Quanto all’importo medio dei prestiti personali, la Sardegna registra un valore pari a 13.711 euro. Nuoro si colloca al primo posto nell’isola con 14.242 euro richiesti. La provincia di Olbia-Tempiosegna l’importo medio più contenuto, con 12.919 euro.

La gestione del rischio

 

Dal punto di vista della gestione del rischio il Sistema di Informazioni Creditizie del CRIF registra a livello nazionale un tasso di default (l’indice di rischio di credito di tipo dinamico che misura le nuove sofferenze e i ritardi di 3 o più rate nell’ultimo anno di rilevazione) stabile all’1.9% per il credito al consumo che si riduce all’1,4% per i mutui immobiliari.

Per l’anno in corso è previsto che il tasso di default possa proseguire il suo trend di ulteriore riduzione. Eppure la storia creditizia contenuta nel sistema di valutazione del rischio gestito dal CRIF è solo uno degli elementi presi in considerazione dagli enti finanziatori che devono concedere un credito. Ad incidere sono anche altri parametri quali il reddito, il patrimonio disponibile, l’entità degli altri finanziamenti in corso, le eventuali garanzie, tutti elementi che contribuiscono a condizionare lapossibilità dei consumatoridi ottenere nuovo credito. In pratica i singoli enti finanziatori decidonoinmerito all’erogazione o meno di un finanziamento soprattutto sulla base delle proprie politiche di credito e in relazione alla propensione di assumere e gestire maggiore o minor rischio di credito.

Il social lending

Dato il suo carattere mutualistico la CMS offre ai dipendenti pubblici sardi una serie di servizi per alleviare le situazioni di sofferenza. Uno dei principali interventi predisposti è l’aiuto finanziario alle famiglie dei soci deceduti, che possono contare su una somma di circa 6/7mila euro a fondo perduto per affrontare la drammatica perdita del loro congiunto.

Proprio per favorire l’accesso al credito, grazie ad una convenzione con Prestiamoci, importante piattaforma virtuale di intermediazione creditizia riconosciuta anche dalla Banca d’Italia, da qualche anno la CMS ha attivato il social lending, uno speciale prestito personale a tassi particolarmente vantaggiosi che non prevede il ricorso al sistema bancario tradizionale.

Le ragioni per cui tantissimi dipendenti pubblici ritengono più opportuno e conveniente rivolgersi a noi piuttosto che direttamente alla Banca o alla Società Finanziaria sono molteplici – spiega Biasioli –. Spesso il motivo è di natura economica giacché nessuno individualmente avrebbe la “forza” per negoziare e spuntare le condizioni che invece può avere mediante la CMS, che in sostanza funge come un centro collettivo d’acquisto. Spesso inoltre suggerisce soluzioni per ristrutturare un debito che magari non è eccessivo nell’entità complessiva, ma spesso non è adeguatamente spalmato nel tempo per cui prevede tante piccole rate di rimborso ma che sommate tutta assieme mettono anche il più puntuale ed onesto cittadino in seria difficoltà ad onorare gli impegni assunti.

 

Tra le persone che hanno contattato la CMS molti si sono trovati in una situazione di inadempienza per cause indipendenti dalla loro volontà, ma nonostante tutto sono stati praticamente banditi dal sistema creditizio. “Questo spesso accade a persone ignare addirittura di avere avuto accesso a un vero e proprio finanziamento, come ad esempio capita quando si rateizza un premio assicurativo – afferma Biasioli -: di norma la Compagnia assicurativa in questi casi emette una carta di credito virtuale e magari un semplice problema di mancato addebito sul conto del rateo del premio, anche di importo molto modesto, per i motivi più vari, si traduce in una segnalazione alla CRIF”.

Proprio per ovviare a questi inconvenienti e facilitare l’accesso al credito il sistema del social lending consente di ottenere un prestito personale a tasso estremamente e con facilità e immediatezza tramite una piattaforma online. Le somme che possono essere richieste vanno da 1.500 a 25mila euro. Oltre a favorire chi ha bisogno di ottenere del denaro il social lending garantisce agli investitori – che possono stanziare da un minimo di 1.500 a un massimo di 50mila euro – un tasso di interesse più favorevole dei comuni titoli di debito pubblico. 



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