Sardegna, è boom di turisti: “Più 5% sul 2019, in estate avremo 17 milioni di presenze”

L’Isola presa d’assalto, vacanzieri in giro anche ad aprile e maggio, e ora inizia la stagione estiva. Gianni Chessa: “Siamo sulla strada giusta, dal turismo archeologico a quello enogastronomico, con anche gli eventi sportivi. Questa è la nostra ricchezza, dobbiamo dare sicurezza ai nostri giovani: il cameriere o il banconiere possono diventare lavori sicuri per tutta la vita”

Aeroporti pieni, alberghi che iniziano a riempire le camere, più chi arriva nell’Isola per eventi speciali e mirati. In Sardegna è già boom di turisti: “Più 5% rispetto allo stesso periodo del 2019, siamo sulla strada giusta”. Ad annunciarlo è l’assessore regionale del Turismo, Gianni Chessa, dopo aver ricevuto report ufficiali e comunicazioni da chi, grazie al turismo, riesce a vivere: “Tutti gli aeroporti sono in crescita, quello di Elmas e anche quello di Alghero, dove c’è una crescita di passeggeri del 15 per cento rispetto a tre anni fa”, cioè l’ultimo anno che si può prendere a paragone prima dell’incubo del Covid. “In tutta l’estate avremo almeno 17 milioni di presenze. Villasimius è già tutta piena grazie alla Rolex Cup, un’ottima dimostrazione del turismo nautico. Tutta la Sardegna è presa d’assalto, sono soddisfatto perchè è il frutto delle azioni che stiamo facendo. Ringrazio gli albergatori, nonostante le grandi difficoltà legate alla ricerca del personale stanno già ottenendo risultati. E i vacanzieri hanno esigenze nuove: chi vuole assistere agli eventi sportivi di richiamo mondiale, chi cerca un tipo di turismo archeologico, religioso o enogastronomico. La Sardegna offre tutto questo, c’è in atto un grande cambio e i numeri”, rimarca Chessa, “lo stanno dimostrando”.
“Dobbiamo insistere sugli investimenti, puntando sulla formazione del personale che può lavorare nel settore ricettivo e alberghiero, oltre alla qualità di porti e aeroporti. Il ritorno economico è enorme, abbiamo bisogno di gente di fascia medio alta che lasci soldi. Se in Sardegna ha fallito la chimica, allora puntiamo sul turismo”, continua Gianni Chessa, “questa è la nostra ricchezza. E dobbiamo tornare a dare garanzie e sicurezza ai nostri giovani che si affacciano nel mondo del lavoro per fare i camerieri e i banconieri. Dobbiamo fare in modo che diventi un lavoro per tutta la vita e non solo per quattro mesi all’anno. Servono interventi urgenti per la formazione, sennò avremo gente che arriva dal Pakistan o dal Bangladesh per fare questi lavori”.


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