Sardegna, dati choc sui tumori: donne e uomini muoiono di più che in quasi tutta Italia

Colpa dei veleni nell’aria o delle diagnosi poco precoci dei tumori che portano a una scarsa adesione ai piani sanitari? Il dibattito è aperto, guardate i numeri “da incubo” per la sanità sarda

di Paolo Rapeanu

Sono choccanti e preoccupanti i dati dell’Istat legati ai casi di tumore registrati nell’Isola. E che, spesso, sono mortali. Cancro alla mammella, al colon retto, al polmone: queste le “bestie” principali che azzannano alla giugulare tantissime persone. E, a cinque anni di distanza dalla scoperta di un tumore, la percentuale di sopravvivenza in Sardegna è decisamente preoccupante. Il 49 per cento degli uomini continua a vivere – quindi oltre la metà muore – va meglio alle donne, con sessanta casi su cento di “vita che prosegue”. La media italiana è del 53 per cento per gli uomini e sessantatrè per le donne. Ecco perché i dati dell’Isola sono negativi, e la collocano, nel Mezzogiorno italiano, tra i primi posti tra le Regioni nelle quali si muore di cancro, quasi a pari merito con la Campania.
A snocciolare i dati è l’Aiom – Associazione italiana di oncologia medica – insieme a Passi – Progressi aziende sanitarie per la salute in Italia – e l’Airtum – Associazione italiana registri tumori – .Colpa, anche, degli stili di vita non corretti. In tutto il sud Italia è record – negativo, ovviamente – di ragazze tra i 24 e i 35 anni che non rinunciano ad almeno una sigaretta al giorno. E, da Roma in giù – Sardegna inclusa – tutte le Regioni sono, chi più chi meno, nelle ultime posizioni per quanto riguarda gli screening e le diagnosi.

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