Santissima Trinità, ancora siringhe e sangue: i drogati si spostano

La denuncia di un’infermiera: “Sbarrano un capannone ma non cambia nulla, i tossicodipendenti continuano a bucarsi indisturbati nel piazzale dell’ospedale di Is Mirrionis”

 Ancora siringhe al SS.Tinità. Il viavai dei tossicodipendenti che entrano, si appartano e si bucano di eroina nei pressi dei reparti dell’ospedale di Is Mirrionis, è impressionante. La denuncia, stavolta, arriva in maniera insolita e necessariamente in forma anonima, ma è drammatica: «Vede la dietro – indica un’infermiera col camice verde, con 30 anni di servizio alle spalle presso l’ospedale cagliaritano – la direzione sanitaria ha fatto sbarrare un capannone dismesso dopo il vostro video, ma loro si spostano qui dietro. Sangue e siringhe. Ecco le siringhe, si spogliano, si cambiano, si bucano e poi vanno via – si lamenta la donna – la cosa grave è che non essendoci vigilanza interna chiunque può fare quel che vuole. E’ giusto tutto questo?».

 

L’ALBERGO ALL’APERTO DEI TOSSICI. Effettivamente, l’annosa situazione dell’ospedale di Is Mirrionis, è sotto gli occhi di tutti: non destano quasi meraviglia i tossici ed i clochard che quotidianamente entrano (anche con i trolley al seguito), si nascondono nelle zone meno trafficate (tra la chiesetta interna, dietro il padiglione “Farmacia”, nel retro di Odontostomatologia e Maxillo Facciale ad esempio) e si iniettano la dose quotidiana. Tutto è reso più semplice dal fatto che, acquistando dai pusher in zona via Timavo e Seruci, basta percorrere cento metri d’asfalto e appartarsi. Non cambia se ad assistere alle scene di “quotidiana normalità” ci siano i parenti dei pazienti o gli stessi dipendenti Asl 8.

 

LA DIREZIONE SANITARIA. Dagli uffici del primo piano del SS.Trinità, chi di dovere fa osservare che gli interventi messi in atto per arginare il problema ci sono ma, a quanto pare, “risolvendone uno se ne creano di riflesso degli altri analoghi”. D’altro canto, facendo un giro tra i reparti, si osserva che concretamente anche l’ufficio tecnico sta mettendo in essere delle contro misure, chiudendo varchi ed accessi che in qualche maniera facilitano i tossici a frequentare e stazionare nelle zone semi-nascoste. Ma non basta, occorre la vigilanza interna, non solo a presidio di reparti quali psichiatria ed infettivi, ma soprattutto tra i singoli padiglioni. Servizio curato dal giornalista/fotografo, Alessandro Congia per preprod.castedduonline.localmente.it