Non è più un’emergenza episodica, ma una criticità strutturale che rischia di compromettere la qualità dell’assistenza sanitaria. Nell’area vasta di Cagliari i pronto soccorso sono sotto pressione, con ambulanze ferme per ore e pazienti costretti ad attendere anche fino a dieci ore, soprattutto nei casi a bassa priorità.
A lanciare l’allarme è il sindacato dei medici CIMO-FESMED, che denuncia una situazione ormai fuori controllo. «Non si tratta di eventi straordinari, ma della normalità quotidiana», spiega il segretario aziendale Emanuele Cabras. «Il sistema dell’emergenza-urgenza non riesce più a garantire standard minimi di sicurezza». Tra le cause principali del sovraccarico c’è la riduzione dell’operatività del pronto soccorso del Policlinico, che ha spostato gran parte dei flussi sugli altri ospedali cittadini. In particolare, l’ARNAS Brotzu e il Santissima Trinità stanno sostenendo un carico sempre più difficile da gestire. Il Brotzu, punto di riferimento per i casi più complessi, si trova oggi in forte difficoltà a causa della saturazione dei posti letto e della carenza di personale. Questo rallenta i ricoveri e crea un effetto a catena che blocca l’intero sistema, compreso il servizio di emergenza 118.
A peggiorare ulteriormente la situazione è la carenza di posti nella rete traumatologica regionale: si stima un deficit di circa 40 posti letto rispetto agli standard nazionali. Un gap che limita la capacità di accogliere i pazienti e contribuisce al sovraffollamento dei pronto soccorso. Il risultato è un sistema in affanno: pazienti in barella nei corridoi, trasferimenti rallentati e tempi di risposta alle emergenze sempre più lunghi.
Secondo il sindacato, non bastano più soluzioni temporanee come tavoli di crisi o interventi tampone. Servono azioni strutturali immediate: più personale, una gestione integrata dei flussi tra ospedali e una revisione della programmazione sanitaria.
«La situazione non è più sostenibile», conclude Cabras. «Senza interventi concreti e urgenti, il rischio è un progressivo deterioramento della qualità delle cure e della sicurezza per i cittadini».










