Sabato sera a Iglesias “Azadì”, musica e poesia tra Sardegna e Kurdistan 

«Le voci dei poeti rappresentano con efficacia l’epopea del popolo curdo, perseguitato e sofferente, né domato né piegato, ma invece resistente» spiega la cantante e attrice sarda: «Nella mia ricerca ho fatto la scelta di non privilegiare la poesia combattente, ma dei versi in cui la testimonianza di crude vicende storiche si alterni a narrazioni più familiari, affettive»

Si avvia verso la conclusione la lunga estate di Mare e Miniere, la rassegna itinerante di musica popolare (quest’anno alla sua quattordicesima edizione) promossa dall’associazione culturale Elenaledda Vox con la direzione artistica di Mauro Palmas. E proprio il compositore e strumentista cagliaritano sarà tra i protagonisti degli ultimi appuntamenti in calendario: “Azadì”, il concerto di musica e poesia tra Sardegna e Kurdistan, in programma domani sera (sabato 11) a Iglesias, nel Chiostro di San Francesco (oppure, in caso di pioggia, al Centro Culturale in via Deledda), con inizio alle 21; e “Il Divino Cammino”, l’originale lettura della Divina Commedia fra teatro e musica che vede insieme a Mauro Palmas l’attore, regista e autore veneto Alessandro Anderloni: in scena venerdì 24 settembre nella chiesa di Sant’Efisio a Nora, nei pressi di Pula (ore 19) in una versione incentrata solo sul “Paradiso” dantesco, e due giorni dopo – domenica 26 (ore 17) – nella Miniera di Ingurtosu, frazione del Comune di Arbus, nella forma completa che abbraccia e interpreta tutt’e tre le cantiche.

L’ingresso a tutti gli eventi è libero e gratuito, ma nel rispetto delle norme anti Covid 19, è necessario prenotare e registrarsi inviando una mail all’indirizzo mareminiere@gmail.com.

“Azadì”, che ha debuttato in giugno a Portoscuso, con successive repliche a Monserrato, Ittireddu, Pula e Villacidro, sempre nell’ambito di Mare e Miniere, è una produzione originale scaturita dall’incontro del polistrumentista curdo Mübin Dünen e il sardo Mauro Palmas, e mette a confronto il patrimonio musicale delle rispettive tradizioni: due repertori di grande ricchezza ritmica e sonora. Mübin Dünen al nay, al santur, alle percussioni e al duduk, e Mauro Palmas alla mandola, al liuto cantabile e al mandoloncello, sono affiancati da Alessandro Foresti al pianoforte e alla fisarmonica, e da Silvano Lobina al basso. Alla parte musicale si accompagna un filo narrativo costituito dai versi delle poesie di due autori curdi, Sherko Bekas e Choman Hardi, e delle sarde Lorena Carboni e Maria Gabriela Ledda, scelti e interpretati da Simonetta Soro.

«Le voci dei poeti rappresentano con efficacia l’epopea del popolo curdo, perseguitato e sofferente, né domato né piegato, ma invece resistente» spiega la cantante e attrice sarda: «Nella mia ricerca ho fatto la scelta di non privilegiare la poesia combattente, ma dei versi in cui la testimonianza di crude vicende storiche si alterni a narrazioni più familiari, affettive».