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Home area-vasta

Rita, la lotta della malata immaginaria: “Cure sbagliate e soprusi”

di federica-lai
20 Giugno 2017
in area-vasta, sulla-sulcitana

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Capoterra, infortunio sul lavoro riconosciuto dopo oltre un anno. Una vera e propria odissea tra visite e cure sbagliate, ora ottiene l’indennità di infortunio e le vengono tolti gli assegni familiari percepiti per i due figli minorenni a carico. È successo a una madre di 48 anni, Rita Sestu, operatrice socio sanitaria della Residenza sanitaria assistenziale di Capoterra. L’8 settembre del 2012 l’infortunio sul lavoro sottovalutato da una serie di medici, e a causa del quale ha perso parte della funzionalità del polso sinistro. Ora dopo una serie di cure sbagliate l’Inail riconosce l’infortunio, ma la signora perde gli assegni di mantenimento. E c’è l’incognita lavoro all’orizzonte. “Sono stata definita una malata immaginaria, mi hanno rovinato l’esistenza”, denuncia Rita Sestu.

LA STORIA. Era l’8 settembre 2012 quando la signora Rita, Oss di Capoterra, mentre stava ‘posturando’ un paziente a letto ha accusato un dolore forte al polso sinistro. “Dopo un evidente gonfiore sono stata accompagnata al pronto soccorso – spiega – dove mi è stata fatta una semplice radiografia da cui è risultato ‘un trauma distorsivo del polso sinistro’. Ho chiesto che mi venissero fatte ulteriori visite, ma niente. Mi è stato messo il gesso, e poi dopo trenta giorni il tutore, ma il polso era sempre gonfio e dolente. Così ho deciso di rivolgermi a un ortopedico, quindi altre visite tutte a pagamento. A fine gennaio 2013 l’Inail decide di chiudere l’infortunio ‘per decorrenza dei termini’, riconoscendomi un’invalidità dell’0,001 per cento. Ma i dolori continuavano, quindi il medico di base decide di mettermi in malattia. E ai primi di aprile torno a lavoro ma finisco al pronto soccorso nuovamente per i dolori lancinanti”. Da qui tutta un’altra serie di visite che hanno portato la signora Rita fino a un policlinico specializzato di Modena. Viene messa nuovamente in malattia, e il 4 novembre scorso sottoposta ad un intervento chirurgico per una “fibrocartilagine e legamento del polso rotti”, oltre a due ossa spezzate. “Questo è il risultato di una malasanità – aggiunge la signora – se avessero riconosciuto il problema dall’inizio non saremo arrivati a questo punto, e mi sarei evitata mesi di sofferenza e spese mediche”.

L’Inail ora ha riconosciuto l’indennità di infortunio al 75 per cento, ma le sono stati tolti gli assegni familiari per i due figli minori che la donna ha a suo carico. “Ora devo fare altri sette mesi di riabilitazione – conclude Rita – poi non so cosa mi aspetterà: in teoria il datore di lavoro mi potrebbe anche licenziare”.

Foto generica dal web.

Tags: capoterrainailinfortuniomalata
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