Quartu, nuovo ingresso e scalinata per la chiesa di San Giovanni a Pitz’e Serra: “Svolta per 16mila fedeli”

Il “Cupolone” quartese pronto al restyling finale, 238mila euro sul piatto e c’è l’ok del Comune. Don Falchi: “Finalmente, qui va anche eliminata una discarica: abbiamo diecimila fedeli, a lavori conclusi saranno 16mila”

È per tutti il “Cupolone” di Quartu Sant’Elena. I lavori esterni della chiesa di San Giovani Evangelista a Pitz’e Serra, che sorge nella via che porta il nome del rione, sta per essere completata. I lavori, durati decenni, sono stati intervallati da molti momenti di stop. Poi i cantieri sono ripresi e oggi l’edificio, al quale fanno riferimento “diecimila fedeli”, precisa sin da subito don Gianfranco Falchi, sta per ricevere la nuova, e forse ultima, visita degli operai. Con una determina, infatti, l’amministrazione comunale ha provveduto alla nomina del direttore unico del procedimento, l’ingegnera Francesca Campus, che avrà poi il compito di formare il gruppo di lavoro. Sul piatto ci sono 236mila euro, tutti soldi arrivati dalla Regione per le opere di ammodernamento dell’edificio. I tempi di realizzazione dei lavori non si conoscono ancora, ma non dovrebbero essere lunghi e riguardano le aree esterne della chiesa, realizzata attorno a un maxi campo sterrato dove, purtroppo, abbondano anche i rifiuti. E la nomina degli esperti, in tal senso, sembra rappresentare una garanzia di rapidità. Gli ultimi operai si erano visti nel 2014, proprio quando era stata completata la maxi cupola

 

Soddisfatto il parroco, don Falchi: “Ci sarà un nuovo ingresso verso la chiesa, dalla strada al portone ci sono almeno sessanta metri che vanno sistemati, anche per consentire gli accessi del carro funebre. Dovranno anche ripulire tutta l’area attorno, è una discarica, e realizzare la nuova scalinata e, tutt’attorno all’edificio, eliminare le barriere architettoniche con, anche, un marciapiede”. Don Falchi ricorda anche le battaglie del passato: “Dal Comune ci dissero che avremmo dovuto cedere l’area esterna per potergli far svolgere alcuni lavori. Ma io, la curia e la Cei avevamo detto di no. Mi fa piacere sapere che sia stato nominato il direttore unico del procedimento, alla nostra parrocchia fanno riferimento diecimila fedeli e, quando saranno terminati gli ultimi lavori, diventeranno sedicimila”.


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