Quartu, la rabbia di un invalido: “Prima visita pneumologica a maggio 2022 a Sassari, vergognoso”

Ha cercato sul portale del Cup le date disponibili per un controllo molto importante ed è rimasto senza parole, Sergio Di Guilmi: “C’è spazio solo tra otto mesi a centinaia di chilometri di distanza, a Cagliari nessuna disponibilità. Ministro Speranza, devo forse avere il Covid per farmi visitare?”

Una visita penumologica di controllo? Il primo spazio disponibile, in tutta la Sardegna, è tra otto mesi, a Sassari. Il due maggio 2022. Date disponibili prima? Non pervenute. Bisogna pazientare trentadue settimane per poter varcare la porta di un ospedale e poter svolgere tutti gli esami e le analisi del caso. A denunciare il caso è Sergio Di Guilmi, settantenne di Quartu. Trapiantato e invalido, l’uomo si sta dannando l’anima da settimane tra telefonate senza risposta e date “folli”. Non vuole attendere otto mesi per una visita che lui giudica “importantissima”. Il motivo? Lo ha spiegato sin troppo bene in una email spedita all’Assl, all’Ats e all’ospedale Binaghi: “Sono cardiopatico e invalido, sono giorni che cerco di contattare il reparto di Pneumologia senza alcun esito. Utilizzo il casco per respirare a seguito di una richiesta fatta dal Santissima Trinità nel 2017, avevo necessità di una visita di controllo ma, causa Covid, non è stato possibile farla. Il casco necessita di un controllo periodico, con relativa lettura della scheda Sim interna, che non è mai stato fatto”, spiega Di Guilmi. Ho fatto l’impegnativa per la visita penumologica e l’RX torace per controllare eventuali anomalie post vaccino ma sul Cup web non ci sono disponibilità”.
Sergio Di Guilmi ha chiesto un aiuto per poter fare il controllo prima del 2 maggio 2022: “Ma non ho ricevuto nessuna risposta. Ho scritto anche al ministero della Sanità, vorrei capire se, visto il periodo, devo avere obbligatoriamente il Covid per farmi visitare”, puntualizza, con una punta di ironia, il settantenne. “Ho provato a chiamare il Binaghi ma tutti i numeri sono inattivi, non risponde nessuno. Che cosa devo fare? È una situazione vergognosa”.


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