Seggi per referendum e comunali, a pochi giorni dal via caos scuole a Quartu

Prof in rivolta: “Naturalmente nell’allestire i seggi verranno stravolte tutte le soluzioni che nelle singole aule erano state pazientemente allestite per garantire il ritorno degli alunni a scuola in sicurezza. Quindi anche venerdì non potremo aprire e, visto che la nostra scuola ha l’orario su 5 giorni come la maggior parte delle scuole medie, il rientro degli alunni a scuola slitterà a lunedì 28 settembre”

Caos scuole, a pochi giorni dalla data prevista per il nuovo inizio delle lezioni in presenza, soprattutto per quanto riguarda gli edifici scolastici che saranno sede di seggio, la data sarà ulteriormente posticipata. Piero Piasotti, insegnante a Quartu Sant’Elena: “Due settimane di chiusura per le due tornate di voto, entriamo nel teatro dell’assurdo”. In questi giorni gli istituti stanno comunicando le modalità di rientro a scuola. Ingressi scaglionati e posticipati soprattutto in quelli che saranno sede di seggio per il referendum costituzionale del 20 e 21 settembre e per le elezioni comunali del 25 e 26 ottobre.
“La scuola dove insegno, l’I.C. n. 3 a Quartu S.E., è sede di seggio, quindi dovremo ritardare l’inizio dell’anno scolastico. Dopo numerose e pressanti richieste al comune da parte della nostra dirigente – spiega Piero Piasotti – oggi finalmente ci hanno comunicato che, a causa delle operazioni di sanificazione indispensabili dopo la chiusura dei seggi, i locali saranno disponibili solo venerdì 25 settembre.
Naturalmente nell’allestire i seggi verranno stravolte tutte le soluzioni che nelle singole aule erano state pazientemente allestite per garantire il ritorno degli alunni a scuola in sicurezza. Quindi anche venerdì non potremo aprire e, visto che la nostra scuola ha l’orario su 5 giorni come la maggior parte delle scuole medie, il rientro degli alunni a scuola slitterà a lunedì 28 settembre. Questo chiaramente non riguarderà solo noi ma tutte le scuole che sono sede di seggi elettorali”.
Dopo il lockdown un’altra settimana di scuola persa, insomma, “ma la cosa che mi lascia interdetto è che, grazie alla scellerata decisione della nostra giunta regionale di non accorpare al referendum le elezioni amministrative, ne perderemo un’altra fra un mese.
Soldi buttati dalla finestra e tanti giorni di scuola tolti ai nostri ragazzi”.


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