Prof Columbu, il preside che riempie Cagliari di bigliettini con speranze e sensazioni

Ora che tutti i giornali hanno ripreso la notizia del prof cagliaritano che riempie la città di bigliettini, lui continua e scrive il pensiero del giorno che fa riflettere: “Anche se nel cuore portiamo le sofferenze … è bene sorridere alla vita!”

Le persone, i vecchi come i giovani, hanno voglia di comunicare, hanno bisogno di  mettersi in relazione con gli altri, con il mondo esterno. E lo fanno sempre più spesso in maniera anonima, quasi di nascosto, nelle maniere più impensabili, non solo scrivendo ai giornali o nelle pagine di internet. A Cagliari, da qualche tempo,  da San Benedetto al Corso Vittorio Emanuele, troviamo foglietti sparsi o piccoli manifesti affissi ai muri  sui quali scrivono le  proprie sensazioni, i propri ideali, speranze, denunce, considerazioni, insomma i propri sentimenti, un modo speciale   per comunicare, appunto.

Leggo oggi con piacere su L’Unione Sarda la storia del Preside Columbu del quale ho avuto modo di scrivere  più volte su queste nostre pagine. Ho “scoperto” per primo  gli strumenti comunicativi del  vecchio Preside, un arzillo novantacinquenne, che cammina spedito in Via Paoli e  lascia qua e là i suoi biglietti scritti a mano, ai quali danno la caccia molti curiosi, me compreso, per poter leggere il pensiero del giorno.  Oggi, per esempio scrive : “Anche se nel cuore portiamo le sofferenze … è bene sorridere alla vita ! ”  Che dire di più, come commentare queste parole ? Ma non è il solo Professor Columbu che fa il messaggero in Via Paoli.

Ce ne sono altri, forse più giovani, magari giovanissimi che lasciano i loro singolari messaggi, nella stessa Via Paoli. In una fioriera dalla quale sprizzano i colori dei fiori appena piantati dagli operai del Comune, un “sole” ritagliato  su cartoncino azzurro ed alcune note musicali incollati su grandi stecchini, quelli  che si usano in cucina , infilzati nel terreno. Messi lì  da mani gentili, non si sa da chi, forse  una donna,  la grafia direbbe mani fanciullesche, come i pensieri, scritti a mano, appunto . Ho chiesto nei negozi antistanti la fioriera, nessuno sa dirmi nulla.. Sulle note musicali è scritto un messaggio e un nome, sbiaditi dalla pioggia ( non vorrei sbagliare ! ) : ” La musica non trasporta : fa stare ! C. Marzia ” Nell’altro messaggio, nel sole, la stessa mano ha scritto  : ” Il sole, con  tutti quei pianeti che girano intorno ad esso e da esso dipendono, può ancora maturare un grappolo d’uva,  come se non vi fosse nient’altro da fare nell’universo. G. Galilei “. Nell’altra parte della Città ,invece,  nel Corso Vittorio Emanuele, sei muri dei vecchi palazzi, nei pressi di Via Maddalena, possiamo  leggere una serie di poesie. Sono del ” Mep”, il Movimento per l’emancipazione della poesia. Una delle tante, la più breve : ” FRAMMENTI  : Quegli occhi che ammiravo sono solo un ricordo che rivedo in sogno”. Più in là,  nella vicina Via Carloforte, subito dopo la Via Caprera, su un muro giallo, una scritta nera enorme : ” Dove tu vedi confini, io vedo orizzonti”. E’ un mondo, questo dei ” comunicatori ” di  strada  che ci fa riflettere e proprio per questo lo viviamo con maggiori emozioni e speranze.


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