“Procedure disinvolte sul taglio degli alberi. A Cagliari manca un vero piano del verde pubblico”

Il commento dell’associazione ambientalista Gruppo di Intervento Giurdico sul taglio degli alberi a Cagliari

Di Gruppo di Intervento Giuridico

“In questi giorni il Comune di Cagliari – Servizio verde pubblico ha comunicato che “verrà abbattuto nei prossimi giorni un ‘Pino d’Aleppo’ che poggia sul muro di cinta del complesso della Caserma ‘Carlo Alberto’ di viale Buoncammino. La decisione del Servizio Verde Pubblico è stata presa perché il pino ha perso la sua stabilità e poggiando sul muro, crea problemi di sicurezza nella zona”. E questo perché “le recenti analisi VTA (‘Visual Tree Assessment’ e cioè la valutazione delle condizioni strutturali di un albero) avevano già classificato il Pino in categoria C, con gravità moderata ma le piogge e il forte vento delle ultime settimane, hanno reso la situazione ulteriormente grave e senza alternative”.

Ciò fa comprendere quale attendibilità ha la mera analisi V.T.A., senza alcun ulteriore accertamento, come, per esempio,  la tomografia ultrasonica  tri-dimensionale: infatti la metodologia del Visual Tree Assessment  (valutazione visiva dell’albero su basi biomeccaniche; in acronimo VTA) comunque prevede, in caso di individuazione “dei sintomi di difetto, questi devono essere confermati da metodi di analisi approfonditi e devono poi essere dimensionati”.

Dall’esame dell’albo pretorio comunale non è stato possibile reperire, finora, alcuna ordinanza sindacale contingibile e urgente (art. 50 del decreto legislativo n. 267/2000 e s.m.i.), per cui non si è in grado di stabilire in base a quale atto sia stato deciso l’abbattimento.

Si spera che il recente precedente del ben noto taglio dei Pini a Buoncammino avvenuto agli inizi di settembre 2020 abbia insegnato qualcosa.

In questi giorni, infatti, è pervenuta la formale risposta da parte del Comune di Cagliari – Servizio parchi, verde e gestione faunistica (nota prot. n. 243332 dell’1 ottobre 2020), con la quale è stato possibile accertare che l’abbattimento di vari esemplari di Pino d’Aleppo (Pinus halepensis) è avvenuto sulla base di un mero ordine di servizio (il n. 75/2 del 22 agosto 2020) del Direttore dell’esecuzione del contratto (DEC) di gestione del verde pubblico cittadino, figura che non pare avere alcuna capacità decisionale autonoma su eventuali tagli di alberi.

Ricordiamo a tutti che – piaccia o no – il Viale Buoncammino, con le sue alberate, esiste da un bel pezzo, almeno dagli inizi del ‘900.

Quindi, il Viale è tutelato con vincolo culturale, perché “le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti urbani di interesse artistico o storico” sono tutelate con vincolo culturale, a meno che non sia intervenuta una verifica negativa dell’interesse culturale da parte dei competenti organi del Ministero per i Beni e Attività Culturali e il Turismo  (artt. 10 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Quindi, in tali luoghi qualsiasi intervento dev’essere preventivamente autorizzato dei competenti organi del Ministero per i Beni e Attività Culturali e il Turismo (art. 21 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Ancora.

Quantomeno l’intero centro storico cittadino (compreso il Viale) è tutelato con specifico vincolo paesaggistico (artt. 136 e ss. del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i., individuazione principalmente con D.M. 8 giugno 1977) e il D.P.R. n. 31/2017 (art. 2, comma 1°, e Allegato A) esenta dalla necessità di autorizzazione paesaggistica solo la “sostituzione o messa a dimora di alberi e arbusti, singoli o in gruppi, in aree pubbliche o private, eseguita con esemplari adulti della stessa specie o di specie autoctone o comunque storicamente naturalizzate e tipiche dei luoghi, purché tali interventi non interessino i beni di cui all’art. 136, comma 1°, lettere a, b, del Codice, ferma l’autorizzazione degli uffici competenti, ove prevista” (punto A.14).

Quindi, nel centro storico e in buona parte di Cagliari – vincolati ai sensi dell’art. 136, comma 1°, lettere a e b, del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. – qualsiasi intervento del genere dev’essere necessariamente munito di autorizzazione paesaggistica con specifico parere vincolante dei competenti organi del Ministero per i Beni e Attività Culturali e il Turismo (art. 146 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.).

Le autorizzazioni non sono necessarie soltanto in caso di comprovata esigenza di pubblica incolumità, concretizzata in specifica motivata preventiva ordinanza sindacale contingibile e urgente (art. 50 del decreto legislativo n. 267/2000 e s.m.i.).

Per capirci meglio, un taglio di alberi giustificato a parole in area tutelata con vincoli ambientali e/o culturali privo delle relative autorizzazioni e in assenza di specifica ordinanza contingibile e urgente per ragioni di incolumità pubblica è abusivo e fonte di responsabilità per chi lo dispone e chi lo esegue.

Non si tratta di una curiosa interpretazione ambientalista, ma di norme di legge: gli artt. 734 cod. pen. e 181 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. per la violazione del vincolo paesaggistico, gli artt. 733 cod. pen. e 169 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i. per la violazione del vincolo culturale.

Seguono anche gli obblighi di reintegrazione e di ripristino ambientale ai sensi degli artt. 160 e 167 del decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.

I tagli degli alberi non sono stati fermati per qualche strana coincidenza astrale, ma in quanto sono stati oggetto (8 settembre 2020) di argomentata segnalazione del GrIG al Ministero per i Beni e Attività Culturali e il Turismo, al Comune di Cagliari, alla Soprintendenza per Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Cagliari, ai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale.

Inoltre, alcune considerazioni svolte proprio nelle schede-perizie posta a base del taglio, dovrebbero far riflettere a fondo sui metodi bestiali di gestione degli alberi: ognuno dei poveri Pini d’Aleppo tagliati “in filare monospecifico (coetaneo)” risulta “radicato su tornello con cordolo adiacente a sede stradale e marciapiede”.   I Pini sono, pertanto, “soffocati” da cemento e asfalto e, addirittura, “si segnalano lavori di scavo che interessano la sede stradale prossima al soggetto arboreo oggetto di valutazione. Gli scavi, al momento della valutazione, hanno interessato le radici superficiali della pianta causandone il danneggiamento”.

Insomma, gli alberi rischiano di cadere perché la loro stabilità è compromessa dal danneggiamento e dal taglio delle radici.

Altro da aggiungere?    Quando si cambia registro?   A quando un vero e proprio piano di gestione del verde pubblico?”


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