Primo maggio, Bennato “censurato” in Rai: la musica fa ancora paura?

Edoardo Bennato sul palco del primo maggio fa appena in tempo a dire “Meno male che adesso non c’è Nerone” che viene incredibilmente tagliato e “censurato”. Le canzoni che ironizzano sui politici in Italia fanno ancora paura? Nella notte oltre alla rivolta dei fan arriva lo sfogo durissimo del cantante: “Trattamento inaccettabile”. Poco prima lo sfogo sul palco: “Bisogna fare capire alle fazioni politiche che le scaramucce che fanno tra loro non ci interessano, che il lavoro per i giovani è prioritario rispetto alle lotte intestine dei partiti politici in Italia. Il vittimismo, l’assistenzialismo, il fatalismo hanno bloccato tutto e tutti per decenni. La situazione è paradossale e kafkiana: manca il lavoro per i giovani. I partiti capiscano che ci interessa il nostro futuro”. Guardate il VIDEO, al minuto 17 la Rai ferma Bennato

di Jacopo Norfo

Edoardo Bennato sul palco del primo maggio, il concerto dei sindacati, fa appena in tenpo a dire “Meno male che adesso non c’è Nerone” che viene incredibilmente tagliato e “censurato”. Le canzoni che ironizzano sui politici in Italia fanno ancora paura? Nella notte oltre alla rivolta dei fan arriva lo sfogo durissimo del cantante. “Questa sera Rai Tre ha trasmesso in diretta da Roma il concerto del primo maggio- spiega il suo ufficio stampa- Edoardo Bennato aveva in scaletta quattro brani ma durante l’esecuzione dell’ultimo brano, “Meno male che adesso non c’è Nerone”, la Rai ha deciso di interrompere in modo brutale la trasmissione, mandando in onda la pubblicità e riservando un trattamento inaccettabile a Edoardo, alla sua band e ai telespettatori.A questo punto ci chiediamo il motivo: disguido, disorganizzazione o, magari, censura?”. Bennato aveva poco prima ironizzato anche sulla politica del lavoro nel Sud Italia presentando “Vendo Bagnoli”, parlando dello scandalo dell’industria siderurgica che ha lasciato solo macerie e disoccupazione. Urlando “Napoli è in vendita, il Sud Italia è in vendita, chi offre di più?”. Non solo: aveva detto chiaramente che ““bisogna fare capire alle fazioni politiche che le scaramucce che fanno tra loro non ci interessano, che il lavoro per i giovani è prioritario rispetto alle lotte intestine dei partiti politici in Italia. Il vittimismo, l’assistenzialismo, il fatalismo hanno bloccato tutto e tutti per decenni. La situazione è paradossale e kafkiana: manca il lavoro per i giovani. I partiti capiscano che ci interessa il nostro futuro”.

Bennato ormai da 40 ironizza sui potenti, con canzoni irriverenti e per certi versi “scomode” per i politici di turni, senza mai nominarli ma incredibilmente sempre ancora attuali. La Rai ha mandato in onda la pubblicità intervenendo con la presentatrice proprio quando è partito il brano più scomodo, “Meno male che adesso non c’è Nerone”, col quale guardacaso Bennato aveva iniziato il suo concerto sul palco del Movimento 5 Stelle insieme a Beppe Grillo due anni fa. Solo un caso? NOn si tratta però della prima volta che viene “tagliato” al concerto del primo maggio. Successe anche nel 2014 quando intonò “in prigione, in prigione” che ironizzava proprio sui capi dei sindacati. I fan del cantante napoletano stanno inonandando i social network di messaggi di protesta, parlano di una “nuova e vergognosa censura”. Solo un caso? Guardate il VIDEO