“Polveriera Brotzu, ora mancano più di 50 operatori: nessuno gli ha chiesto perché sono no vax”

Le “epurazioni” anche nel più grande ospedale della Sardegna, l’sos di Gianfranco Angioni: “Frittata fatta, è mancata la giusta comunicazione. Per farli rientrare in servizio pretendono pure la seconda dose, no: basta la prima per gli operatori che vogliono ripensarci e vaccinarsi”

Al Brotzu sono “più di cinquanta gli operatori no vax sospesi”. E le assenze, nel più grande ospedale della Sardegna, si fanno sentire. Ora è arrivato l’aggiornamento dell’Ats, in cinquecento a casa e senza stipendio sino a Capodanno, salvo un ritorno sui propri passi. Gianfranco Angioni dell’Usb è molto critico. Per lui, infatti, non si sarebbe mai dovuti arrivare alle “epurazioni”: “È mancata sempre una giusta comunicazione da parte dei vertici ospedalieri. Chi non si è voluto vaccinare, i no vax, non ha mai avuto la possibilità di spiegare le motivazioni. In alcuni casi ci sono degli impedimenti, la situazione attuale al Brotzu è come di una polveriera. Ecco perché ho mandato una lettera urgente al direttore generale della Sanità, Marcello Tidore, per chiedere di attuare una linea uniforme da seguire per tutte le aziende sanitarie, sinora regna la disomogeneità”.
E guardando poi alla sua “casa”, il Brotzu, Angioni spiega “di aver mandato una richiesta urgente di chiarimenti al commissario straordinario Paolo Cannas: “Si può rientrare già dalla prima dose, per chi ci ripensa. Qui, invece, pretendono anche la seconda dose. Non si può mandare al tracollo l’ospedale, il personale deve avere un green pass già dalla prima dose. Per noi certe azioni sono fatte anche in modo troppo irruento, manca un dialogo costruttivo. A livello regionale, arrivare a questo, denota un fallimento totale della gestione della sanità”.


In questo articolo: