Polizia, “Caro Babbo Natale, ecco i problemi di chi indossa la divisa”

La missiva a Babbo Natale di Luca Agati, (Sindacato Autonomo di Polizia), tra manchevolezze di equipaggiamenti, divise, personale e problemi logistici. Il Ministero tace

Una lettera indirizzata “all’uomo con la barba bianca”, affinchè possa esaudire quasi un miracolo: è scritta interamente da Luca Agati, del SAP (Sindacato Autonomo di Polizia) e la dice lunga su quelle che sono le manchevolezze nei diversi commissariati di Polizia, tra equipaggiamenti, forze “umane” e non solo: «Caro Babbo Natale. Il desiderio di scriverti una lettera nasce dall’esigenza di vedere esauriti alcuni dei nostri desideri. Abbiamo scelto di dedicare la nostra vita nell’assicurare la sicurezza dei cittadini, ci dispiace però dover spesso non arrivare dovere vorremmo, per mancanze non nostre che oggi sono sempre più marcate. Le nostre richieste sono semplici e dettate da una realtà non sempre facile. Ti chiediamo nuove divise perché ad oggi, per colpa del Ministero, i colleghi delle volanti non hanno avuto una dotazione invernale completa, alcuni colleghi, come sempre del resto, hanno dovuto acquistarne alcuni capi. Sai la notte fa freddo e a noi capita sovente di trascorrere diverse ore fuori dall’auto e non possiamo certe attendere le lungaggini burocratiche per indossare un maglione pesante od un pantalone imbottito». 

POLFER. Prosegue la missiva a Babbo Natale del Segretario del Sap, Agati: «Ti chiediamo nuovo personale. Tutti i nostri organici sono limitati, ma alcune realtà sono realmente al collasso, sopratutto gli Uffici esposti all’emergenza sbarchi come l’ufficio immigrazione, la squadra mobile, la polizia scientifica, la frontiera. Altri problemi si manifestano alla Polfer dove ancora si chiudono le porte di sera e di notte al settore operativo lasciando non vigilato un sito sensibile legato ai trasporti, la Polizia Stradale arranca con un parco auto in reale sofferenza per chi svolge un fondamentale servizio di prevenzione, la Digos fatica alle prese con complesse investigazioni legate al terrorismo». 

POLPOST. «Ultimamente – scrive Luca Agati – si parla molto di contrasto al cyber crimine ma in città la Postale, invece di 50 poliziotti previsti, ha un organico di 27 unità, veramente troppo pochi. La provincia pare a volte troppo lontana dalle dinamiche cittadine ma anche i colleghi dei commissariati e dei distaccamenti svolgono un delicato e fondamentale servizio, eppure ogni anno, perdono numeri e fanno sempre più fatica. Negli uffici manca la cancelleria, non esiste più né il sapone né la carta igienica, le manutenzioni alle auto hanno costi elevati e spesso non vengono effettuate per carenza di fondi. Abbiamo dovuto dotare noi gli uffici operativi di un codice penale e di procedura, altrimenti sarebbe stata l’ennesima spesa a carico dei colleghi perché nessuno se ne preoccupa. Questa é la realtà, narrata in maniera dura, ma pur sempre realtà». 

IL SENSO DI RESPONSABILITA’. «Nessuno di noi si tira mai indietro – aggiunge Agati – ma lo spirito di servizio che porta al conseguimento del risultato non deve essere frainteso con la logica che tutto va bene, perché non é così. La città sta mutando e con lei le dinamiche legate alla sicurezza, per questo che chiediamo un intervento concreto volto a migliorare un apparato che fatica nel quotidiano a gestire le varie dinamiche. La Polizia é patrimonio comune e come tale ha bisogno di investimenti volti a migliorarne le condizioni interne e di conseguenza il servizio reso alla collettività. Vogliamo augurare un sereno Natale a tutti, ricordando che ad ogni ora del giorno e della notte, anche durante le feste, saremo lì a garantire la tranquillità dei cittadini tutti, senza distinzioni». (Alessandro Congia Castedduonline.it)


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