Poetto 2.0: una catena di Miami vuole un hotel a 5 stelle al Marino

Il rudere dell’Ospedale Marino potrebbe presto rinascere diventando un hotel sul mare. L’assessore Frau: “Al Poetto il turismo, a Giorgino gli sport acquatici”

Il poetto 2.0. Nel caldo afoso che accompagna le estati cagliaritane, da sempre il Poetto è sinonimo di vacanza. Tra le nuove vesti urbanistiche, gli ombrelloni e i bagnanti sorge imponente la struttura dell’ex ospedale marino, proprio sulla sesta fermata, abbandonata ormai da ben vent’anni. Per evitare che il degrado diventi sinonimo di “vacanza” si è discusso dei possibili progetti nella sala convegni della Cofimer, progetti di rilancio non solo dell’ex ospedale ma anche dell’attuale struttura ospedaliera e dell’ippodromo. A promuovere l’iniziativa è stato il presidente della Confcommercio Alberto Bertolotti che ha introdotto i lavori e presentato il progetto. Erano presenti Paolo Frau, assessore all’urbanistica del comune di Cagliari, Antonella Giglio, dirigente regionale responsabile servizio infrastrutture, Piero Comandini, Consigliere Regionale gruppo PD, Giuseppe Scura, Direttore Confcommercio, Mauro Murgia presidente Federalberghi.

“Abbiamo consentito che in passato,  un’opera architettonica concepita per una funzione di accoglienza, la Colonia DUX o ex Ospedale marino, sia prima diventata un nosocomio e poi un rudere – ha spiegato Alberto Bertolotti, presidente della Confcommercio Sud Sardegna-  illustrando il progetto per la riqualificazione di quello che oggi è diventato “un rudere davanti al mare”. È paradossale che a due passi dall’ex ospedale marino sia presente un altro complesso alberghiero, l’ex Hotel ENALC, poi trasformato nel nuovo ospedale. Sono esempi della mancanza di una visione strategica, veri e propri monumenti all’incuria che dimostrano l’incapacità della politica a trovare soluzioni condivise e utili per il futuro della città. E ora sul vecchio ospedale si apre un nuovo fronte e un’importante catena alberghiera con sede a Miami ha mostrato grande interesse per “trasformare il rudere del Marino in un complesso alberghiero a 5 stelle”. Il numero uno di Confcommercio sud Sardegna, si è rivolto ai politici presenti. “La situazione deve essere affrontata e risolta – ha affermato  Bertolotti- vi chiederemo in continuazione di trovare soluzioni per risolvere i problemi del degrado al Poetto, per trasformare il rudere dell’ex Colonia marina, peraltro vincolato dalla soprintendenza, in una occasione turistica, di lavoro, per dare nuova vita alla struttura e per un Poetto riqualificato “. 

Quella che era nota come la colonia Marina Dux è stata la testimone scomoda che passa da un’amministrazione all’altra, da diverso tempo, tra rimbalzi politici e intoppi burocratici senza che niente di concreto venisse fatto. Si riconduce spesso l’arbitrio dell’immobile alla regione sull’argomento esordisce la Giglio, precisando “Il proprietario dell’immobile è lo stato, alla regione spetta la gestione. Siamo nel 2002 quando la Asl cede il contratto di locazione alla regione, nel 2005 iniziano ad uscire le prime idee nell’indirizzo. La giunta si pronunciò escludendo che la struttura potesse venir utilizzata come immobile a valenza ricettiva, privilegiando i servizi alla cura e al benessere della persona. Nella gara pubblica arrivano due proposte, la destinazione a casinò, e un associazione privata di imprese, la Prosperius che proponeva un attività di tipo principalmente sanitario legata alla salasso terapia. Nel 2008 la Prosperius, scelta come assegnataria, rinuncia. Si arriva al 2 aprile del 2014 quando si ha la decisione definitiva del progetto, tuttavia in speding review il budget sanitario non consentiva un erogazione di prestazione sanitaria quindi stiamo cercando di mantenere e trovare soluzioni che il bene venga utilizzato.” “Il tema del turismo come volano che non riesce a decollare, da troppo la politica non riesce a dare risposte immediate.” Ha detto Comandini, continuando: “Non riusciamo a fare un passo in avanti, perché non teniamo conto di uno degli aspetti più importanti: il fattore tempo. Quando passano 35 anni dalla dismissione e 9 da quando si vince una gara, siamo all’interno di un tempo qualsiasi attività imprenditoriale in tutti questi anni cambiano procedure, leggi, le richieste di mercato. Dobbiamo trovare le condizioni, quando dobbiamo agire, dobbiamo agire in tempi umani, è necessario semplificare al massimo le pratiche amministrative. Abbiamo due opzioni o rinunciamo e ritorniamo all’indirizzo originale della giunta quando fece il bando: indirizzo turistico ricettivo, oppure meglio annullare la gara perché l’altra preoccupazione è che qualcuno prima o poi chiederà i danni bisogna che venga definito in tempi brevissimi.” Nell’assoluta ambiguità di quella che fu la destinazione, prefissata dalla giunta regionale passata, l’ex stabile non può essere sottoposto a modifiche strutturali, è vincolato sotto molteplici aspetti e nella riqualifica circostante agiscono gli interessi di ben diciotto enti. In quello che si pone come un concorso di idee per un progetto ambizioso emergono un centro sportivo multifunzionale, un centro di artigianato, tra queste c’è anche l’idea dell’assessore Frau “Per me la destinazione più adeguata sarebbe un albergo non grande ma di altissima qualità” e aggiunge “ci sono progetti incompatibili con le dinamiche di una spiaggia così frequentata, collocherei gli sport in una spiaggia come quella di Giorgino” . Pierpaolo Vargiu dei Riformatori aggiunge: “Dicono che una catena di Miami sarebbe interessata a farci un hotel di lusso… Per chi come noi crede che la nostra città abbia tutte le carte in regola per creare ricchezza, lavoro e sviluppo, sarebbe un sogno che si realizza”.  (foto Vargiu)


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