Piazza San Sepolcro, in scena l’uccisione delle aziende sarde

Flash mob sul caso Sardegna

Sagome umane disegnate col gesso e  lumicini accesi per rappresentare l’uccisione dell’economia sarda. Questo il senso del flash mob sul caso Sardegna che si è tenuto ieri a Cagliari, in piazza San Sepolcro, alla presenza delle aziende in crisi, l’ultima delle tante Meridiana.

Prima un breve dibattito nel quartiere della Marina, poi la singolare protesta nella piazza recintata con un nastro che delimitava una scena criminosa: per terra sono state disegnate col gesso delle sagome umane e dopo averci scritto sopra il nome della loro azienda hanno acceso un lumicino funerario. Il tutto accompagnato con un sottofondo musicale dal vivo a cura della chitarrista Maria Grazia Corona. E un volantino distribuito ai passanti con una frase iniziale che sembra l’introduzione di un libro giallo, ma che di fatto descrive la reale situazione sarda. “Nell’anno 2014 una serie di delitti irrisolti sconvolsero la quiete apparente dell’isola di Sardegna. Le Aziende morivano una dietro l’altra, uccise o indotte al suicidio.”


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