Patto tra necrofori e ospedali: i nomi dei 20 arrestati a Cagliari

Ecco tutti i nomi dei 20 arrestati nella clamorosa operazione di oggi dei carabinieri, senza precedenti a Cagliari: centinaia gli indagati, perquisiti anche gli ospedali. I militari: “Il disvalore sociale creato dagli arrestati è molto alto perchè eseguito nei confonti di chi ha subito un danno con la morte di un familiare”

Venti arresti, numerosissimi gli indagati; poi le perquisizioni che all’alba di oggi  hanno anche raggiunto gli ospedali della città per una operazione delle forze dell’ordine che non ha precedenti, sulla un patto tra le agenzie funebri e un gruppo di necrofori che lavorano in 5 nosocomi della città. GLI ARRESTI. Sono scattati sempre oggi all’alba i 20 arresti disposti dalla Procura della Repubblica di Cagliari nell’ambito di un’operazione legata alla vestizione dei defunti. 
 
Ecco i nomi: Melis Antonello, Putzu Marco, Palmas Mario, Pilloni Ignazio, Vacca Andrea, Cocco Gesuino, Arangino Ignazio, Spiga Pietro, Usai Pietro, Atzeni Paolo, Carta Bruno, Murgia Pietro, Onnis Mario, Di Francesco Agostino, Congiu Romano, Locci Giorgio, Puddu Ignazio, Pinna Mario, Fanni Umberto, Furcas Salvatore; tutti agli arresti domiciliari. 
 
L’OPERAZIONE. Battezzata “Caronte” si è estesa da Cagliari a Quartu, ma anche a Dolianova, Sanluri, Iglesias, Narcao e Isili coinvolgendo 150 militari del Comando provinciale Carabinieri di Cagliari con l’ausilio dell’elicottero di Elmas. Una indagine nata anni fa, nel 2013, in seguito a una denuncia. Il giudice Paolo Casula ha esaminato la richiesta adottata dal PM il 25 marzo scorso iscrivendo nel registro degli indagati numerose persone, predisponendo l’arresto delle venti persone ora ai domiciliari. “Il disvalore sociale creato dai soggetti arrestati e molto alto perché hanno subito un danno un seguito alla morte di un loro congiunto” ha detto nella conferenza stampa il Capitano dei Carabinieri Eugenio Fatone. Oltre alle 20 ordinanze di custodia cautelare, altri 148 nomi sono stati  iscritti nel registro degli indagati. 
 
I REATI. “induzione indebita continuata in concorso, peculato continuato, truffa aggravata continuata, falso in atto pubblico”, queste le ipotesi di reato al vaglio degli inquirenti. A dare una svolta all’indagine, gli uomini della Stazione Carabinieri di Cagliari-Villanova, che dal 2013 al 2015 hanno portato avanti appostamenti, indagini sul campo (tra ospedali e agenzie funebri), e intercettazioni telefoniche-ambientali. Grazie a queste ultime e alle telecamere, i Carabinieri hanno scoperchiato un sistema collaudato, dove una ventina tra necrofori dipendenti di 5 ospedali cagliaritani e 11 agenzie funebri, favorivano sistematicamente – secondo i militari dell’Arma – alcune agenzie funebri compiacenti, al posto di altre. 
 
LE AGENZIE. Venivano agevolate in vari atti: “nella vestizione delle salme”, ad esempio, permettendo loro di “incassare” i soldi (in un apposito salvadanaio) per il defunto. Ciò sarebbe avvenuto, peraltro, ancor prima del tempo previsto dal regolamento di polizia mortuaria. Insomma, non prima di 15 ore dal decesso, come stabiliscono le regole, accelerando di conseguenza “la relativa prassi burocratica, mettendo a disposizione la camera mortuaria più grande”. Non solo: segnalando, all’occorrenza ai parenti dei morti, le agenzie “amiche” alle quali rivolgersi. Tutto ha un prezzo ed in tal caso, nessuno faceva niente per niente. Infatti avevano luogo compensi in denaro: tra poche decine di euro a diverse centinaia (anche 200 euro) per un servizio funebre, stimato però “su alcune migliaia all’anno”. Ed i necrofori intascavano. Mettevano in tasca  un “secondo stipendio”. Stimato dai 1.000 a 1.500 euro al mese. Il giro d’affari complessivo?  Mezzo milione di euro, secondo gli investigatori che hanno posto fine a questa tendenza. Forse riscontrata o notata, anche da chi ci legge.
 
Marcello Polastri – Alessandro Congia preprod.castedduonline.localmente.it