Nuovo stadio a Quartu, le squadre di calcio: “Non abbiamo campi e c’è già Is Arenas”

L’idea del sindaco di una struttura tutta nuova, con l’unico spazio disponibile a Flumini, divide le principali società, da anni costrette a giocare lontane dalla città. Luca Meloni del Sant’Elena: “Giochiamo a Selargius e Cagliari, la nostra gloriosa squadra deve tornare presto in città: il Comune sta facendo di tutto”. Sebastiano Ledda del Quartu 2000: “Non serve un altro stadio, riqualificate quello che c’è già: non penso che Milia possa pensare di riportare il Cagliari, i rossoblù stanno pensando al loro stadio nel capoluogo”


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Un nuovo stadio a Quartu, solo per le partite di calcio, da realizzare da zero? L’idea lanciata ieri dal sindaco Graziano Milia divide le principali società calcistiche cittadine, già da anni costrette ad emigrare a svariati chilometri di distanza, per poter disputare allenamenti e partite, causa impraticabilità di tanti campi. Il progetto di una nuova arena calcistica potrebbe vedere la luce, forse, tra un po’ di tempo, visto che al momento non c’è nulla di nuovo oltre le poche ma chiare parole pronunciate dal primo cittadino nell’ultimo Consiglio comunale. E l’unico spazio che si presta al progetto, come già anticipato ieri, è a Flumini, dietro il mercatino di via dell’Autonomia Regionale. Chi mastica palloni ed erbetta da tantissimi anni, però, è scettico. Chi più chi meno, per la precisione. Tra i possibilisti c’è Luca Meloni, presidente del Sant’Elena: “Qualunque proposta che aiuti lo sport quartese va bene. La nostra è una gloriosa società, più volte abbiamo incontrato l’amministrazione comunale e ci è stato detto che stavano risolvendo i problemi per riportarci in città. Non mi sento di dare un suggerimento su un possibile posto dove realizzare il nuovo stadio, so che il Comune sta facendo di tutto e spero che, al più presto, il Sant’Elena torni a casa. Attualmente siamo divisi tra giovanili e dilettanti, i primi sono ospitati a Selargius e gli altri in un campo del rione cagliaritano di Mulinu Becciu. Ormai è così dal 2012-2013, prima dell’arrivo del Cagliari il nostro campo era Is Arenas. Poi siamo dovuti emigrare a Sa Forada e, infine, per difficoltà logistiche andare via da Quartu”.
No netto da Salvatore Ledda, patron del Quartu 2000: “Lo stadio ce l’abbiamo già, è quello di Is Arenas. Non serve spendere altri soldi, il Comune utilizzi i denari per ridare vita a quello che oggi è un campo di patate e ristrutturi anche le altre strutture in abbandono in città”, afferma. “Non capisco l’esigenza di Milia di avere due stadi, quello di Is Arenas è anche al centro, non vedo perchè non ripristinarlo”. Anche la sua società è dovuta emigrare: “Giochiamo le partite a Sestu, non potevamo più restare nella struttura di Sa Forada, tra campo fatiscente e spogliatoi indefinibili. Per un nuovo stadio, poi, bisognerebbe anche realizzare parcheggi e creare la giusta viabilità. Oltre il campo del Flumini non ci sono altre aree. Noi, poi, siamo stati costretti, per colpa dell’abbandono di tutte le strutture, a chiudere la nostra scuola calcio”. Certo, nella memoria di ogni quartese c’è ancora il Cagliari che, prima dell’intervento della magistratura, ha giocato proprio a Is Arenas: “Non penso che Milia possa pensare di riportarlo in città, i rossoblù stanno pensando al loro nuovo stadio, ma nel capoluogo”.


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