“Noi tecnici di radiologia sardi, siamo in guerra: non fatecela combattere con pistole ad acqua”

Antonio Attanasio: “Abbiamo già chiesto a tutti gli ospedali della sanità sarda di definire procedure standardizzate e condivise perché riteniamo siano fondamentali quanto le misure restrittive, tuttavia ci arrivano spesso segnalazioni di professionisti impegnati a lavorare in condizioni di insicurezza e senza DPI adeguati. È chiaro per tutti che siamo in una guerra, una guerra che non fa rumore ma che fa tanto spavento ed in questa guerra i professionisti sanitari sono il nostro esercito. Perciò chi manderebbe i soldati a combattere muniti solo di pistole ad acqua?”

Gent.le redazione, l’ormai diffuso Covid-19, e tutte le misure restrittive che ha portato con sé, hanno, ancora una volta, reso evidenti la disponibilità, l’abnegazione e la competenza di tutti gli operatori sanitari del nostro Paese. Tutte le testate giornalistiche hanno più volte elogiato, evidenziato e ringraziato infermieri e medici per l’enorme sacrificio a cui il nostro SSN è evidentemente sottoposto in questi giorni. Infermieri e medici, che ringrazio, ma che rappresentano solo una metonimia : con loro, ed in prima linea, ci sono anche i Tecnici di Radiologia (TSRM) e con loro insieme a tanti altri, ne condividono responsabilità, stanchezze e paure.

Il TSRM nel percorso diagnostico del paziente con sintomatologia per COVID è quel professionista deputato all’acquisizione di immagini radiografiche della regione toracica attraverso una radiografia o tomografia computerizzata fondamentali per la prima diagnosi di polmoniti interstiziali e/o per seguire il decorso post terapie. È chiaro intuire che il TSRM è uno di quei professionisti che ricopre un ruolo chiave, di fondamentale importanza per l’individuazione della malattia , fin dall’inizio della fibrosi polmonare, ma è altrettanto il rischio a cui è sottoposto : è uno dei primi ad essere esposto, non appena il paziente fa l’ingresso in ospedale, per perfezionare quell’esame che unitamente al tampone potrà permettere di dire se è possibile tornare a casa dai propri cari o in isolamento in una stanza. Ma non solo diagnosi, il ruolo del TSRM, è quello anche di eseguire i piani di trattamento radioterapici in pazienti oncologici, prestazioni improcrastinabili, ed in questo tipo di pazienti, spesso immunosoppressi, capirete bene il peso della responsabilità che tale professionista ha nello stare a stretto contatto con questi pazienti utilizzando i DPI necessari a proteggere sé stesso e coloro i quali dovrà prendersi cura. Con tutte queste premesse, come professionista sanitario , come cittadino e infine come rappresentante istituzionale sento il dovere di voler ringraziare i colleghi Tecnici Sanitari di Radiologia Medica per l’encomiabile contributo professionale, indispensabile e non surrogabile, per la competenza continua, la responsabilità di sempre e la paura di oggipiù che mai, ma soprattutto per la soddisfazione che ci esplode dentro quando insieme alle altre professioni ed operatori della sanità si porta a casa il risultato : a tutti voi , a nome della Commissione di Albo, la nostra immensa riconoscenza.

Per concludere un appello : abbiamo già chiesto a tutti gli ospedali della sanità sarda di definire procedure standardizzate e condivise perché riteniamo siano fondamentali quanto le misure restrittive, tuttavia ci arrivano spesso segnalazioni di professionisti impegnati a lavorare in condizioni di insicurezza e senza DPI adeguati. È chiaro per tutti che siamo in una guerra, una guerra che non fa rumore ma che fa tanto spavento ed in questa guerra i professionisti sanitari sono il nostro esercito. Perciò chi manderebbe i soldati a combattere muniti solo di pistole ad acqua?

Il Presidente della CDA TSRM Cagliari-Oristano Antonio Attanasio


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