Morto in carcere, la Procura di Oristano dice sì all’autopsia sul corpo di Stefano Dal Corso

Dopo 7 rifiuti, grazie alla mobilitazione e alle denunce, la procura oristanese ha detto sì all’autopsia sul corpo del giovane deceduto nel penitenziario di Massama nel 2022. La sorella Marisa: “Ma non dobbiamo fermarci: vogliamo sapere come Stefano è morto mentre era in cella”

Dopo 7 rifiuti, grazie alla mobilitazione e alle denunce, la procura di Oristano ha detto sì all’autopsia sul corpo di Stefano Dal Corso.

“Ma non dobbiamo fermarci e tenere i riflettori accesi: vogliamo sapere come Stefano è morto mentre era in cella”, si legge nella pagina Facebook, di Csa Astra che si sta battendo per sostenere la battaglia di Marisa dal Corso, la sorella dell’uomo trovato morto nel carcere di Oristano, “chiediamo a tutti di sostenere il crowdfunding per sostenere le spese legali: https://gofund.me/535deeda”.

La Procura di Oristano ha riaperto l’inchiesta a carico di ignoti sulla morte di Stefano Dal Corso, trovato impiccato nel carcere di Massama il 12 ottobre 2022. E’ stata accolta 2 mesi fa l’istanza della sorella Marisa con nuove testimonianze e un audio. “Secondo un detenuto, il giorno prima è stato pestato a sangue”, aveva dichiarato la donna, “le urla di dolore di Stefano si sentivano per tutta le sezione dove era recluso. Mio fratello, la sera prima del 12 ottobre 2022, quando venne trovato morto in cella, subì un pestaggio da parte delle guardie. Quella sera un altro detenuto che era nella cella di fronte a mio fratello si sentiva male perché da cinque giorni non riceveva i medicinali per il diabete, di cui soffriva – racconta la donna -. Mio fratello quindi ha chiamato gli operatori, ne è nata una discussione con loro. Dopo un po’ sono entrati nella sua cella, hanno chiuso il blindo e le urla di Stefano si sentivano fino alla cucina”.


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