Mobilità e cassa integrazione in deroga, ecco come pagherà la Regione

Un percorso preferenziale per chi può maturare la pensione

Si è riunito stamattina, nella sede dell’Assessorato del Lavoro, il Tavolo partenariale sugli ammortizzatori sociali in deroga. L’assessore Virginia Mura ha convocato la Direzione regionale dell’Inps, le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro, e gli altri interlocutori istituzionali, per concordare le modalità di ripartizione della prima tranche dei fondi attribuiti dal Ministero del Lavoro, per il pagamento della mobilità e della cassa integrazione in deroga 2015.

“A differenza di quanto si sta verificando per i pagamenti relativi al 2014, per i quali – ha ricordato l’assessore Mura – è in corso una pressante rivendicazione nei confronti del Governo nazionale, per il 2015 è stata assicurata la capienza dei fondi per tutto l’anno. Questa prima tranche, pari a 21 milioni 644 mila euro, consentirà l’erogazione di una mensilità ai circa 10mila lavoratori in mobilità e di due mensilità ai 4.000 lavoratori in CIG in deroga”.

Verrà stabilito un percorso preferenziale per quanti potranno maturare, in costanza di ammortizzatore, i requisiti per accedere ai benefici pensionistici.

Il direttore regionale dell’Inps, Maurizio Emanuele Pizzicaroli, ha comunicato lo stato dei pagamenti per il 2014, dopo l’erogazione dell’ultima quota di 55 milioni, di cui al precedente accordo del 19 giugno scorso. Ad oggi risultano liquidate gran parte delle indennità, circa 10mila, e restano da evadere 1.500 domande, entro il mese di luglio. Dalla relazione del direttore Pizzicaroli è emerso tuttavia un dato critico: circa il 25% dei beneficiari non ha presentato la richiesta all’Inps, e le percentuali più alte sono concentrate nella province di Nuoro e Sassari, con circa il 40% dei potenziali beneficiari, e nel Sulcis dove la percentuale di coloro che non hanno fatto richiesta è del 35% circa. Ovviamente i dati sono riferiti a quanti non avevano ricevuto nessuna indennità relativa all’anno 2014.

“Un dato preoccupante – ha dichiarato l’assessore Mura – che non può essere considerato fisiologico, e a cui bisogna porre rimedio al più presto invitando i lavoratori a presentare la domanda, per scongiurare il rischio della perdita del diritto al beneficio. Attiveremo pertanto modalità di informazione più incisive, anche con il supporto dei sindacati, che in questa fase hanno un ruolo di fondamentale”.


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