“Mio marito con la Sla senza aiuti, il coordinatore di Cagliari trasferito per l’emergenza Coronavirus”

La disperazione di una coppia di Serdiana, il loro non è l’unico caso: “Nessun controllo alla cannula tracheotomica e alla sonda per nutrire mio marito, siamo improvvisamente abbandonati a noi stessi” 


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L’improvvisa doccia fredda è arrivata venerdì scorso, e per pura casualità. Una semplice telefonata per chiedere alcune informazioni si è trasformata, quasi, in una “tragedia” per Angela Carta, 69enne di Serdiana: “Ho chiamato l’ospedale Binaghi e mi hanno detto che il coordinatore della Rianimazione è stato trasferito al presidio del Covid-19 del Santissima Trinità di Cagliari”. Un problema con la P maiuscola, per la donna: suo marito, di cinque anni più grande, da otto combatte con la Sla e da due è tracheotomizzato: “Sino a qualche settimana fa il coordinatore della cosiddetta ‘area critica’ veniva a casa insieme a un dottore per cambiare la tracheo e controllare la Peg”, spiega la donna. “Inoltre, da ben due settimane è stata sospesa anche la fisioterapia, svolta da una cooperativa di Quartu Sant’Elena, per evitare possibili contagi da Coronavirus”. La Carta, per quanto possibile, si è attrezzata: “Pago un assistente che riesce comunque a far sì che mio marito sia tenuto sotto controllo 24 ore su 24. Ma nella mia situazione si trovano tanti altri sardi”.
“I controlli vanno garantiti a tutti. Non sottovaluto l’importanza di questo nuovo presidio del Coronavirus in questo periodo di grande contingenza, ma conosco molto bene la necessità di quello lasciato scoperto per i malati di area critica. Che ne sarà dei nostri cari con la soppressione del presidio di coordinamento? Mi rivolgo a chi di dovere, affinché si attivi con tutti i suoi mezzi e poteri alla risoluzione del problema perché i pazienti di ‘area critica’ non siano privati del loro presidio”.


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