“Mio figlio positivo al Covid bloccato a Dubai, sono angosciato: non so quando tornerà a Cagliari”

ESCLUSIVO – Nel maxi gruppo di giovani in quarantena e isolamento nella capitale degli Emirati Arabi c’è anche un 17enne cagliaritano. Il padre, 50 anni, racconta: “Vacanza studio trasformata in calvario, è rinchiuso in una stanza di un college senza tv e frigo, vede solo chi gli porta i pasti. Doveva rientrare mercoledì prossimo, non so quando tornerà”

C’è almeno anche un sardo tra le centinaia di studenti bloccati a Dubai dopo che, in seguito al tampone effettuato, 210 sono risultati positivi. È un diciassettenne di Cagliari, studente liceale, anche lui partecipante alla vacanza studio organizzata dall’Inps. Si trova in una camera del college Myriad, in quarantena e in isolamento. A migliaia di chilometri di distanza c’è il padre, cinquant’anni, che ha contattato la nostra redazione per raccontare il caso: “Mio figlio era partito il sette luglio per la vacanza studio, ora si è trasformata in un calvario. L’agenzia, oggi, mi ha avvisato che anche lui è positivo al Coronavirus”. Il contagio è stato scoperto “in seguito al tampone molecolare effettuato dalle autorità sanitarie locali. Il mio tesoro sarebbe dovuto rientrare mercoledì prossimo, non so quando tornerà perchè, sinchè non risulterà negativo, non lo faranno uscire dal paese”, racconta il 50enne.
È naturalmente angosciato, l’uomo: “Nel college sono presenti tre medici e sei infermieri, mio figlio ha contatti, comunque a distanza e protetti, solo con chi gli porta da mangiare, e si trova in una stanza senza televisore e frigo”. Tutto vero, tutto certificato dall’email spedita dall’Accademia Britannica, organizzatrice della vacanza: “L’ho sentito al telefono, mi ha detto che sta bene e che, per ora, non accusa nessun malessere. Non vedo l’ora di poterlo riabbracciare, mi fa male saperlo lontano da me e positivo al virus”.


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