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Home cultura

In memoria di Gianna, la ragazza che ascoltava il canto della luce

di Redazione Cagliari Online
28 Gennaio 2018
in cultura

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In memoria di Gianna, la ragazza che ascoltava il canto della luce

Gianna, lei era mia sorella

di Giulio Neri

È difficilissimo individuare il momento in cui la diversità più profonda – di pensiero, di sentimenti – sconfina nella malattia psichiatrica. L’estro e i disordini, gli slanci affettivi e gli eccessi nervosi si intrecciano in un tutt’uno, e la questione dell’equilibrio resta comunque soggettiva. In Gianna – Lei, era mia sorella, Carmen Salis affronta questo doloroso percorso di riconoscimento in cui i tentativi di aiutare la sorella maggiore e, all’inizio, di assecondarne i “capricci”, diventano una vera e propria battaglia in nome della normalità e dell’integrazione.

Gianna, da ragazza, era bella, attenta alla linea, aggraziata, ma quasi dispotica nella pretesa di riguardo e di centralità in famiglia: quello che sembrava egoismo era già sintomo di un prepotente bisogno d’amore e rassicurazioni. Il libro è, appunto, l’accorata testimonianza di questo disvelamento patologico, il memoir di un decorso che travolge (anche) i familiari attoniti, e in particolare la madre, donna religiosa e spaventata al cospetto della figlia «matta».

L’infantilismo e il perdurante scontento di Gianna, i suoi innamoramenti sfortunati, l’aumento di peso e il rallentamento ingenerato dagli psicofarmaci rappresentano l’itinerario angoscioso di una malattia che nessuno può guarire, nemmeno con la preghiera più assidua. Eppure, questa madre, a cui il libro è dedicato, non si stanca di credere nel «miracolo» e di vegliare, ogni notte, sulla figlia più debole.

Carmen, la più forte, cresce combattuta fra la sincera partecipazione al problema e una naturale invidia: vorrebbe, anche lei, essere la principessa di casa. Poi, ormai adulta, trova lavoro, si sposa, partorisce due figli, ottiene dalla vita gioie quotidiane che sono precluse alla sorella; e il suo processo di maturazione culmina in questa presa di coscienza, in un anelito a spartire la felicità e a regalare a Gianna, fino all’ultimo, «un giorno dei suoi». Una storia di affetto viscerale che si scontra con l’ottusità delle terapie al litio, con i peggioramenti inarrestabili della malattia e con le proibizioni che ne conseguono, imposte da uno psichiatra arrogante tutto schemi e ricette.

Pubblicato da AmicoLibro di Capoterra, con la prefazione di Roberta Marcis, Gianna è un romanzo autobiografico, intimo, breve e di agevole lettura; ma ognuno dei trentotto capitoli risulta di fortissimo impatto. L’esperienza, raccontata da Carmen Salis con il dovuto pudore, è senz’altro drammatica. Tuttavia, permette di accedere, senza indugi consolatori, fra tenerezza e disperazione, al ricordo di una ragazza che sapeva ascoltare il canto della luce.

Tags: giannagiulio nerilucememoria
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