Maxi truffa a un’anziana marchesa sarda, rinviati a giudizio padre e figlia

La vittima, Ernestina Tacchino, 95 anni, aveva denunciato tutto tre anni fa. Dopo le indagini delle Fiamme gialle finiscono nei guai il presidente di una Onlus e la figlia: ecco chi sono


Per le ultime notizie entra nel nostro canale Whatsapp

Una maxi truffa da ben tre milioni di euro, quella che ha visto come vittima Ernestina Tacchino vedova Zoagli, marchesa sarda. L’anziana aveva denunciato la sparizione dei soldi nel 2018, puntando il dito contro il suo commercialista, Rodolfo Egidio Gosmino. Da lì sono partite le indagini, ed è emerso che l’anziana benestante, per anni, era stata truffata.  La Guardia di Finanza di Alghero, coordinata dal comando provinciale di Sassari, ha concluso un’importante attività di servizio portando alla luce una truffa perpetrata per anni ai danni di un’anziana benestante algherese. L’indagine trae origine da due verifiche fiscali condotte rispettivamente nei confronti di una Fondazione senza scopo di lucro di Alghero e del suo rappresentante legale, lo stesso Gosmino. I fari dei finanziari si sono accesi in merito a varie proprietà immobiliari grazie alle quali l’uomo, insieme alla figlia Giulia Irene, riuscivano a guadagnare grazie ad affitti, in larga parte irregolari. L’attività di controllo fiscale si è conclusa con la constatazione di ricavi non dichiarati per oltre 670mila euro. I successivi approfondimenti hanno permesso di evidenziare la commissione da parte del rappresentante legale della Onlus di una complessa serie di artifizi e raggiri attraverso i quali Ernestina Tacchino è stata indotta ad intestare alla Fondazione – creata ad hoc dall’uomo – il proprio consistente patrimonio mobiliare ed immobiliare, approfittando della situazione nella quale la signora versava, in quanto vedova, senza figli né parenti, molto facoltosa e parzialmente invalida.

 

Gli accertamenti bancari effettuati sui conti correnti intestati al rappresentante della fondazione e alla figlia hanno permesso di evidenziare alla procura della Repubblica di Sassari una ulteriore frode ai danni dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura: i due sono riusciti ad ottenere premi comunitari per oltre 50mila euro, accreditati sui propri conti correnti personali. Le prove raccolte sono state condivise dall’autorità giudiziaria di Sassari e hanno portato al sequestro di 31 rapporti finanziari (tra conti correnti, depositi titoli, carte di credito, carte di debito, dossier titoli) attivi presso 8 diversi istituti di credito e di 115 beni immobili tra Sardegna, Liguria e Piemonte, per un totale complessivo di oltre 3 milioni di euro. L’attività d’indagine condotta dai militari si è conclusa in questi giorni con la richiesta di rinvio a giudizio, avanzata dal pm e disposta dal gup del Tribunale di Sassari, nei confronti del rappresentante legale della Fondazione e della figlia per i reati di truffa, truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità in scrittura privata, falsità commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. La conferma delle identità dei protagonisti, già noti alle cronache, è arrivata dalla stessa Guardia di Finanza sassarese.


In questo articolo: