Matteo Massa, il più votato dei Progressisti fatto fuori due volte in 24 ore: bocciato da Zedda e dal Consiglio

Matteo Massa, il più votato dei Progressisti fatto fuori due volte in 24 ore: bocciato da Zedda e dal Consiglio. E’ una storia per certi versi incredibile quella di Matteo Massa, 959 voti alle ultime elezioni a Cagliari, che il sindaco Zedda ha fatto fuori all’ultimo dalla Giunta e che nella scelta del presidente del consiglio comunale, in mezzo alle urla e alle porte sbattute del centrosinistra, è stato bocciato poi anche dalla presidenza del consiglio comunale. Al suo posto nell’esecutivo Maria Francesca Chiappe, non eletta


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Matteo Massa, il più votato dei Progressisti fatto fuori due volte in 24 ore: bocciato da Zedda e dal Consiglio. E’ una storia per certi versi incredibile quella di Matteo Massa, 959 voti alle ultime elezioni a Cagliari, che il sindaco Zedda ha depennato all’ultimo dalla Giunta e che nella scelta del presidente del consiglio comunale, in mezzo alle urla e alle porte sbattute del centrosinistra, è stato bocciato poi anche nettamente una seconda volta. Quasi uno scherzo del destino architettato però dall’alto. Al suo posto nell’esecutivo Maria Francesca Chiappe, non eletta, e l’enfant prodige del Pd meritatamente a capo del Consiglio, l’ottimo Marco Benucci. Il nome di Matteo Massa però, anche in base ai voti conquistati, era dato in pole position da tutti sino a poche ore dalla nomina degli assessori, Poi, ciao Matteo, mi dispiace ma non c’è posto, e non c’è posta, per te. Oggi Casteddu Online lo intervisterà. Potrebbe dire “ma no, sono contento, resto a disposizione del sindaco”. Oppure raccontare quella verità che ha portato a un clamoroso scontro tra le pareti del Consiglio.

Sempre in prima fila in ogni volantinaggio del partito  ( evidentemente senza contropartite, al contrario degli altri) Matteo Massa non è certo ricordato a Cagliari per grandi interventi da statista nazionale. Ma tra i suoi risultati oltre ai tanti voti c’è anche la “creazione” di una giovanissima stella del partito, Chiara Cocco, che al contrario della Chiappe in consiglio è stata eletta a soli 22 anni, un vero e proprio miracolo della giovane politica cagliaritana di sinistra. Quella che è nata oggi, in mezzo alle tempeste e ai malumori di un Campo troppo largo, lo diciamo subito, è a nostro parere una giunta debole che ammicca troppo ai poteri forti della città. Come farà il simpatico Yuri Marcialis del Pd a risolvere i problemi devastanti del traffico cagliaritano? In questo settore pesa fortissimo il “rifiuto” di Mauro Coni, il più grande esperto nei trasporti in Sardegna, che ha preferito rinunciare per continuare a occuparsi con profitto della sua docenza in Ingegneria Civile. Pur restando a disposizione con i suoi consigli.

Al posto dell’inventore delle rotatorie e delle pedonalizzazioni finisce invece un politico puro del Pd, in mezzo al caos dei cantieri apertissimi, in quel gran bel traffico.  E’ chiaro che con la nomina di Maria Francesca Chiappe, fedelissima di Zuncheddu, la migliore giudiziarista nella storia del giornalismo sardo però dirottata insolitamente alla Cultura, il sindaco Zedda bocciando Massa si garantisce anche ottimi rapporti. Ben altro coraggio sarebbe stato invece premiare chi le elezioni le ha vinte: ad Assemini tutte le tv nazionali intervistano il neo assessore 19 enne, a Cagliari invece i giovani che ottengono più voti finiscono affossati. Non finisce qui: un altro assessore pare abbia lavorato con grande profitto con i dirigenti scelti in persona in un importante ente regionale dai sardisti di Solinas, a dispetto dei rapporti non idilliaci tra Zedda e l’ex governatore. E i malumori a sinistra avanzano ancora. E ancora: l’ottimo avvocato Giuseppe Macciotta, designato  allo Sport, si occuperà dello stadio pur avendo avuto rapporti di lavoro in passato con dirigenti del Cagliari.

 

 

 

 

Ma è chiaro che, al di là delle scelte del sindaco che non ha puntato su una giunta giovane ma ad esempio sulla grande esperienza dell’ex City manager Maria Cristina Mancini, politicamente la bocciatura clamorosa di Matteo Massa apre più di una ferita. Molti dicono: Zedda ha tradito l’uomo forte del partito dopo un risultato irripetibile per gli ex vendoliani. Tanto più che, stando a rumors molto quotati, l’entourage vicino all’ex sindaco Paolo Truzzu starebbe facendo girare su Whatsapp gli articoli di giornale che parlano di via Roma, della bocciatura della foresta di Boeri e dei tempi del cantiere che si allungano a dismisura. Quasi come a dire: era colpa mia? Ora bevetevi il brodo. Qualcuno al di là degli aspetti involontariamente comici dovrà spiegare quanto è stato pagato l’archistar Boeri e come mai la notizia della bocciatura del progetto della Sovrintendenza sia arrivata misteriosamente all’insediamento del Zedda ter. I tempi del cantiere si allungano probabilmente per anni, Cagliari va incontro a una irrimediabile crisi amministrativa che è sotto gli occhi di tutti. E i poteri forti brindano ancora. Con qualsiasi sindaco.

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