Mariano di Sanluri: “Palestra nuovamente chiusa, dopo 19 anni sarà il ko definitivo”

Rabbia, tristezza e senso di impotenza. Mariano Pisci rischia di non riaprire più il suo centro sportivo: “13 collaboratori a casa, l’80 per cento dei clienti perso: il virus? Da noi non è mai arrivato, assurdo farci chiudere”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

La nuova chiusura delle palestre, imposta dal Dpcm del Governo Conte? Per Mariano Pisci, istruttore di danza sportiva a Sanluri, è tutto fuorchè una buona notizia: “Sono anche il gestore di una palestra, ormai ci sono da diciannove anni. Facciamo arti marziali, pilates e fitness in generale”, racconta, mentre mostra con orgoglio le scritte sulla sua maglietta: “Io vivo di sport” e “io vivo di danza”. E, con la serrata imposta da Roma, la morte rischia di avvicinarsi a grande velocità: “I danni sono elevatissimi, ho costi da sostenere tra affitto e bollette. Ho 13 collaboratori, sono tutti a casa. Ho pagato di tasca mia tutte le sanificazioni, solo di igienizzanti spendo venticinque euro alla settimana, più la sanificazione completa di tutto il locale. Mi sento trattato diversamente, come se fossi un untore, e invece lo stesso ministro Spadafora ha riconosciuto che non è stato registrato un solo caso di contagio nelle palestre”.

 

“Ho perso l’ottanta per cento dei clienti, questo nuovo stop mi porterà ad un ko definitivo. Ho già avuto i tre mesi di lockdown, a giugno e luglio mi ero un po’ ripreso, ad agosto non lavoriamo e, da settembre, solo il venti per cento delle persone è tornato ad allenarsi. È una distruzione totale”, ammette Pisci. “Ho avuto solo i 600 euro dal Governo come collaboratore, devono farci riaprire perchè lo sport è benessere e, per me, è un lavoro”.


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