Luca Congera, l’ultima terribile verità: “Il corpo appeso dalla testa, avvolta dal cappuccio di una felpa”

Sì all’autopsia sui resti del 50enne trovato morto a Quartu a quasi un anno dalla scomparsa. I familiari: “Vogliamo verità e giustizia”

Il pm Pili ha conferito l’incarico al medico legale di svolgere gli esami autoptici sui resti di Luca Congera. Il prossimo 28 febbraio, presso l’istituto di medicina legale di Monserrato, sarà possibile dunque conoscere sia le cause sia, soprattutto, capire quando Congera sia stato ucciso. Il suo corpo è stato ritrovato ieri in via Fiume, a Quartu, città dalla quale il pescatore 50enne era scomparso quasi un anno fa. I parenti hanno già riconosciuto alcuni effetti personali dell’uomo: “Chiavi, sigarette e scarpe”, spiega uno dei legali dei parenti, Gianfranco Piscitelli.

“Insieme alla mia collega, l’avvocato Paola Pischedda, abbiamo ottenuto l’autorizzazione a partecipare agli esami autoptici”. Intanto, emerge una nuova verità legata al ritrovamento del corpo. A dirla è proprio Piscitelli: “Il corpo era appeso dalla testa avvolta dal cappuccio di una felpa e non a testa in giù. Si spera di avere verità e giustizia”.



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